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Risparmiare sulle spedizioni online [IoInvio, SpedireWeb]


Sei stanco di pagare tanti soldi per spedire i tuoi pacchi in posta? Sì lo so hai pensato di provare un servizio online che venga a prendere il pacco fino a casa però non sei sicuro di quale scegliere.
Bene, oggi scoprirai quali sono i migliori servizi online per le spedizioni di un pacco in Italia. Ti dico già da subito che il ritiro viene effettuato dove vuoi e la consegna avviene solitamente entro 2/3 giorni lavorativi.

3, 2, 1, iniziamo!

Quali servizi per un’esigenza così importante?

Per effettuare spedizioni sfruttando i servizi web esistono davvero tantissime soluzioni ma spesso sono l’una la brutta copia dell’altra. Quelli davvero funzionanti e che presentato diversi vantaggi aggiuntivi sono 2: SpedireWeb e IoInvio. (Da tenere sotto controllo anche spedire.com)

Per onor di cronaca cito anche gli altri servizi più conosciuti: spedire.com, spediresubito.com, truckpooling.it, spediamo.it, sendabox.it, spediscionline.it, spedirelowcost.it.

Spedizioni con IoInvio

IoInvio è il servizio ideato da Poste Italiane in collaborazione con SDA (Gruppo Poste Italiane). Questo servizio è effettivamente il più economico e intuitivo in quanto si appoggia ai vettori SDA sfruttando una politica dei prezzi molto competitiva con una resa del servizio molto alta e un’ottimo rapporto qualità prezzo.

Le spedizioni con IoInvio dopo essere state ritirate al domicilio vengono consegnate entro 2/3 giorni lavorativi successivi pertanto con pochi spiccioli si può ottenere un servizio di spedizione semplice, economico e veloce. Il suo vantaggio è quello di consegnare in tutta Italia senza sovrapprezzo per il carburante. Pertanto si presenta come il servizio più omogeneo d’Italia.

Con IoInvio possono essere spedite buste fino a 1 kg e pacchi (compresi pallet) fino a 100 kg.

I costi sono indicati di seguito:

Io Invio tariffe spedizioni nazionali

Per controllare i costi per le spedizioni internazionali ti rimando al sito ufficiale www.ioinvio.it.

Con IoInvio hai la possibilità di invitare i tuoi amici tramite email e guadagnare dalle loro spedizioni 0,10€ ogni volta che utilizzano il servizio. A proposito, se vuoi ricevere uno sconto del 15% sulla prima spedizione lascia un commento così che possa invitarti tramite email al servizio di IoInvio usufruendo dello sconto benvenuto.

È inoltre possibile richiedere sconti del 3% e 5%, rispettivamente oltre 10 e 20 spedizioni mensili. Puoi anche fare una ricarica al platfond e ricevere un bonus in base all’importo ricaricato.

Il suo svantaggio è il servizio clienti a pagamento. Ma questo problema può essere aggirato contattando l’assistenza tramite email o ticket nel proprio pannello di controllo. In genere rispondono entro 24H.

Spedizioni con SpedireWeb

SpedireWeb è un altro servizio innovativo, sicuramente il più famoso online. Durante la sua storia ci sono stati alcuni turbolenti cambiamenti di vettore che hanno procurato diversi disservizi ma adesso sono tornati a sfruttare la rete di SDA garantendo quindi un servizio più efficiente e qualitativamente più elevato.

Il servizio funziona pressapoco come IoInvio. Solo che per le spedizioni verso la Sicilia e verso i comuni disagiati è richiesto un supplemento di 1€.

I vantaggi sono molteplici, come il risparmio sul numero di spedizioni giornaliere a partire da 5 ad oltre 51. Inoltre è sempre possibile ricaricare il platfond per ricevere un bonus immediato che varia tra 2€ e 32€, in base all’importo ricaricato.

La fascia dei prezzi è piuttosto competitiva:

SpedireWeb tariffe spedizioni nazionali

Puoi anche invitare i tuoi amici attraverso link, banner, email, sms, facebook e guadagnare 0,10€ per ogni spedizione che effettuano. Oppure associare il tuo account facebook e/o eBay per guadagnare un buono sconto del 15% su una spedizione. Lasciami un commento così posso inviarti il buono sconto.

 

Il servizio clienti è un normale numero fisso per cui se hai promozioni attive sulle tue utenze puoi chiamare gratis, oppure puoi sfruttare i ticket o le email.

Inoltre è da considerare il pannello di controllo molto intuitivo e moderno, al passo coi tempi.

Conclusioni

È logico che i servizi su citati sono rivolti ad un pubblico di privati in quanto un’azienda che effettua molteplici spedizioni trova sicuramente più conveniente stipulare un contratto con partita iva presso uno dei corrieri italiani più rinomati (ad esempio BRT, SDA, TNT) e risparmiare notevolmente sulle spedizioni.

È interessante però la funzione invita un amico in entrambi i servizi poiché organizzando una buona rete di amici che spediscono è possibile guadagnare ed effettuare le proprie spedizioni praticamente gratis.

Se ti ho reso le idee più chiare, mi farebbe piacere se cliccassi +1 condividendo il post sui sociale. 🙂

 


Vendere senza partita iva su internet


Vendere su internet è il tuo sogno e vuoi sapere come iniziare. Innanzitutto sfatiamo subito il mito Partita IVA sì e Partita IVA no.
Devi sapere che per un’attività commerciale di tipo continuativa è obbligatorio aprire una partita IVA. Mentre per un’attività di tipo occasionale, non periodica, e nei limiti della legge, è possibile vendere senza partita IVA.

Oggi scoprirai come, dove e quando è possibile vendere senza partita iva su internet: requisiti, limiti, accorgimenti.

Mettiti comodo e presta attenzione.

Vendere senza partita IVA – requisiti

Se non ci fosse, sarebbero tutti più contenti. Ma la partita IVA è un utile strumento per gestire al meglio le pratiche commerciali di una persona fisica e/o giuridica ed è quindi opportuno conoscerla per capire quando è obbligatorio aprirla e quando no. (Cosa è la partita iva)

Tantissime persone ti diranno che è sempre obbligatorio aprire una partita iva per vendere online, ma non è affatto così e coloro che lo dicono sono solo ignoranti in materia. Ad esempio, se vendi qualche maglione che non usi più, o la tua automobile usata, non occorre aprire partita iva in quanto non sei un professionista e non vendi quantità di oggetti usati da fare invidia a un rivenditore organizzato. Inoltre non hai acquistato quegli oggetti con lo scopo di rivenderli. L’obiettivo che ti ha spinto ad acquistarli è l’utilizzo degli stessi. Questo non vuol dire che puoi comprare mille oggetti, far finta di usarli e venderli il giorno dopo (si fa per dire) mascherando un’attività organizzata e di tipo abituale, perché ci sono dei limiti imposti dalla legge.

Ma andiamo a vedere intanto quali sono i requisiti impliciti per l’apertura della partita IVA.

  1. Intenzionalità allo svolgimento di un’attività abituale e organizzata.
  2. Previsione di utili oltre i 5000€ (circa 6400€ lordi) annui proventi dall’attività svolta/da svolgere.

Se soddisfi almeno uno dei due punti su indicati, sicuramente dovrai aprire una posizione IVA perché stai svolgendo/per svolgere un’attività regolamentata dalla legge. Ma per capirci qualcosina in più, dovrai considerare i limiti di riferimento.

Vendere senza partita IVA – limiti

Bene. Non hai intenzione di comprare oggetti per rivenderli, però hai una mezza idea di produrre qualcosa sfruttando la tua passione e rivenderlo generando una entrata extra.

Puoi farlo senza partita IVA a patto che, l’attività si svolga saltuariamente e non sia organizzata. Beh, adesso ti stai chiedendo: “Come faccio a capire se la mia attività rientra in questa categoria?“.

Devi sapere che la legge in alcuni casi può subire variazioni di interpretazione ma il più delle volte è interpretata alla lettera. Pertanto prendendo alla lettera il significato della parola saltuariamente, ne viene fuori “a intervalli irregolari”.

In genere quando un’attività viene svolta saltuariamente è quasi sempre non organizzata. Tra l’altro quando crei un prodotto non hai idea se e quando esso sarà venduto, pertanto in un’attività di tipo occasionale, è molto difficile che ci sia dietro una certa organizzazione tale da imporre implicitamente l’apertura di una posizione IVA.

Detto ciò, se la vendita di oggetti usati e/o nuovi (prodotti da te) è del tutto irregolare e di tipo occasionale, allora puoi continuare a vendere senza partita iva, ma, e adesso comincia il bello, devi valutare gli utili proventi dall’attività.

Quando vendi i tuoi oggetti usati non dovrebbero esserci limiti, basterà usare un po’ di buon senso. Ma se stai comprando alcuni oggettini con l’idea di rivenderli oppure sono stati creati da te col medesimo obiettivo, allora dovrai valutare – in caso di saltuarietà e non abitualità – i guadagni generati dall’attività.

Pertanto se hai intenzione di aprire un’attività online con l’obiettivo di vendere, allora ti consiglio di leggere Vendere su internet le piattaforme e i requisiti perché la partita IVA in questo caso è obbligatoria, così come una serie di adempimenti che puoi scoprire all’articolo linkato.

Qualora tu, invece, voglia vendere il tuo usato o qualche oggettino creato artigianalmente, puoi optare per un periodo di prova limitato, considerando gli introiti generati e la non abitualità delle vendite.

Vendere su internet – accorgimenti

Se sei arrivato fin qui, finalmente hai capito come classificare la tua attività. Adesso ti fornirò alcuni accorgimenti da seguire.

Quando vendi su internet devi avere l’accortezza di selezionare una piattaforma adatta alle tue esigenze. Se vuoi vendere artigianato ti consiglio di leggere questo articolo mentre se vuoi vendere il tuo usato, dai una lettura a quest’altro post.

Se hai invece la volontà di aprire un negozio, fallo pure, testa la fattibilità del tuo progetto nei primi 3 mesi con pochissimi articoli (3/5). Se va bene regolarizza subito la tua posizione IVA (e tutti gli altri adempimenti obbligatori). Questa è una pratica che ti consiglio personalmente, ma ovviamente devi tenere in considerazione i limiti imposti dalla legge.

Sappi che nelle vendite online non sei tenuto a formalizzare scontrini o ricevute fiscali, tra l’altro, il più delle volte i clienti pagano attraverso metodi di pagamento come paypal, pertanto le notifiche di pagamento saranno pari alle ricevute.

Qualora il cliente desidera una ricevuta, puoi utilizzare un modulo per cessione di beni occasionale che puoi trovare su internet.

Conclusioni

Dopo aver letto tutto l’articolo (e fatto accesso a quelli linkati), hai sicuramente capito quando è obbligatorio aprire la partita iva, quando è possibile vendere senza, e dove puoi cominciare a presentare i tuoi oggetti per la vendita.

Se ti sono stato d’aiuto e vuoi ringraziarmi, clicca su +1 e condivi il post sui social! 😉

 


Unire pagine facebook con nomi diversi


Vuoi unire due o più pagine di facebook per incrementare i fan su quella più importante. Hai provato più volte ma non ci sei riuscito. Beh, questo succede quando nessuno ti spiega esattamente come fare. Oppure molto probabilmente le tue pagine sono molto diverse tra loro: nome, argomento, immagini, descrizione, ecc…

In questo articolo ti guiderò ad unire 2 o più pagine completamente diverse tra loro in una sola. Per cui se come me hai dovuto unire pagine con nomi e argomenti molto diversi per dare maggior risalto alla pagina che vuoi mantenere, ti consiglio di andare sino in fondo alla lettura di questa breve guida.

Segui attentamente i passaggi. Cominciamo!

Come unire 2 o più pagine facebook molto diverse tra loro

Innanzitutto devi sapere che il procedimento per unire le pagine su facebook è molto semplice e può farlo chiunque, a patto che sia amministratore delle pagine oggetto dell’unione.

Se è la tua prima volta, devi seguire questi passaggi:

  • Vai sulla pagina che vuoi unire;
  • Clicca su impostazioni;
  • In basso apparirà la scritta Unisci pagine (cliccaci);
  • Clicca su Unisci pagine doppie;
  • Seleziona le pagine che vuoi unire;
  • Clicca su Unisci Pagine;

Se le tue pagine hanno argomento e nome simili e pochi fan, probabilmente riuscirai ad unirle in una sola senza troppi problemi. Diversamente procedi nella lettura.

Cosa succede quando facebook non ti permette di unire due pagine?

Quando le pagine presentano nomi e argomenti molto diversi tra loro, nel momento in cui cliccherai su Unisci Pagine apparirà un box sullo schermo con il seguente messaggio:

non è possibile unire le pagine faceook

Per avanzare ugualmente la richiesta di unione, puoi cliccare sul link Contatta l’assistenza, e verrai rimandato al modulo seguente:

modulo unione pagine facebook

Per procedere con la richiesta, spunta la prima casella (Ho letto e compreso le informazioni riportate sopra.). Seleziona la pagina da mantenere. Spunta la seconda casella (Sono a conoscenza del fatto che le Pagine che sto chiedendo di unire potrebbero essere notevolmente diverse…). Selezione la (o le) pagina(e) che desideri unire a quella principale e procedi cliccando su invia.

Riceverai entro 48 ore una risposta tramite email, che nel caso di pagine molto diverse tra loro e con molti fan, sarà sicuramente negativa. Pertanto non riuscirai nel tuo intento.

Fin qui, se hai già provato ad unire due o più pagine su facebook molto diverse tra loro senza successo, non stai conoscendo nulla di nuovo.

Adesso, invece, ti spiego come fare ad unire lo stesso le pagine per cui abbiamo già ricevuto un esito negativo!

Presta attenzione.

Aguzza l’ingegno, ovvero cambia nome alle pagine facebook

Sicuramente hai notato che facebook nel modulo di unione pagine ti suggerisce alcuni esempi di richieste di unione accettabili. Benissimo!

Come vedi, effettivamente, possiamo unire le pagine senza troppi problemi, a patto che i loro nomi siano simili (certo non è solo questo ad influire l’esito della richiesta).

Come facciamo allora a modificare il nome alla pagina che vogliamo unire?

Ipotesi: tu hai una pagina dal nome “La mia pagina” (o pagina A) e vuoi unirla con un’altra pagina dal nome “Unire pagine” (o pagina B). Hai scelto di mantenere la prima a dispetto della seconda, pertanto dovrai fare in modo che “Unire pagine” somigli quanto più possibile a “La mia pagina”. Vediamo come fare a modificare il nome per rendere la pagina secondaria più simile a quella principale. (Nel caso tu voglia unire più pagine, basterà seguire lo stesso procedimento su tutte le altre pagine che vuoi unire a quella principale.)

Per prima cosa tieni presente che la pagina oggetto delle modifiche sarà solo quella secondaria (e tutte le altre in caso di più pagine da unire). E nel caso ipotizzato in precedenza, la pagina da modificare sarà: “Unire pagine“.

Adesso vai sulla pagina B e segui questo procedimento:

  • Clicca su informazioni;
  • Passa col mouse sulla sezione nome;
  • Clicca su modifica;
  • Poi su richiedi modifica;

Sarai reindirizzato sul modulo di modifica. Procedi come segue:

  • Spunta la casella (Comprendo le linee guida sulla formattazione per il nuovo nome della mia Pagina);
  • Seleziona un argomento;
  • Spunta la casella (Vorrei comunque modificare il nome della mia Pagina);

Adesso dovrai inserire il nuovo nome nella casella Nome desiderato per la Pagina. Procedi inserendo lo stesso nome di prima (quello originale), nella fattispecie Unire pagine, aggiungendo però il nome della prima pagina. Verrebbe pressappoco così: “La mia pagina unire pagine” o “Unire pagine la mia pagina“. (Puoi fare come ritieni più opportuno, basta che la pagina contenga il nome della prima e della seconda)

Procedi quindi nella compilazione del modulo:

  • Nella sezione “Perché vuoi il nome della tua Pagina?” seleziona la prima opzione (vorrei aggiungere informazioni alla Pagina al suo nome) ;
  • Spunta la casella “Sono a conoscenza che il nome della pagina che sto richiedendo…”;
  • Spunta la casella “Confermo che tutte le informazioni presenti sono state compilate correttamente.”.

Riceverai una email di conferma di avvenuta presa in carico delle modifiche da apportare al nome della tua pagina. In genere se la modifica al nome viene effettuata seguendo il su scritto procedimento, l’assistenza facebook accoglierà la tua richiesta con esito positivo.

Dal momento in cui riceverai l’email di avvenuta modifica, dovrai attendere 14 giorni (considerando l’ora e i minuti nella quale hai ricevuto l’email – sì forse spaccano anche il secondo) per vedere realizzati i cambiamenti. Passati i 14 giorni potrai procedere ad unire le due pagine, per cui ti rimando alla prima parte di questa guida.

Ah dimenticavo!

Per far si che la tua domanda non venga rifiutata, dovrai apportare ulteriori modifiche alla pagina B (e a tutte le altre in caso siano più pagine), per farlo segui questi utili accorgimenti:

  • Modifica Categoria;
  • Modifica Descrizione;
  • Modifica Email;
  • Modifica Sito Web;
  • Modifica Immagine di Copertina;
  • Modifica Immagine del Profilo;
  • Elimina tutte le altre informazioni non indispensabili.

Si rende noto, anche se la pratica dovrebbe essere ovvia, che tali informazioni dovranno essere identiche a quelle inserite nella pagina che vuoi mantenere, ovvero la Pagina A.

Conclusioni

Se hai seguito, punto per punto, questa guida sicuramente hai ottenuto successo nella richiesta di unione di due o più pagine molto diverse tra loro con molti fan e io avrò fatto la tua felicità.

Adesso ti chiedo di regalare anche a me la felicità, come? Cliccando su +1 e condividendo il post sui social! 😉

Spero di esserti stato d’aiuto, a presto!

 


Vendere su Etsy: la tua creatività non ha limiti


Creare oggetti con le tue mani è la tua passione e non appena puoi ti metti in gioco creando oggetti sempre nuovi e fantastici. Sì hai un talento!
Oggi hai deciso di trasformare questo talento in professione, ecco perché scoprirai un nuovo mondo sorto online: una community di persone che come te creano oggetti con le loro mani e li rendono disponibili al grande pubblico donandogli valore.
Sto parlando del simpatico spazio online di Etsy, dove tutti gli artigiani e gli appassionati di vintage vendono e comprano oggetti fatti a mano, vintage e materie prime per dare sfogo alle mille idee che ti frullano in testa.

Vuoi provare a dare valore alle tue creazioni?

Leggendo questo articolo riuscirai a comprendere meglio come funziona la community di Etsy. In questo modo potrai finalmente dare valore ai tuoi oggetti vintage o appositamente creati da te così da metterli in mostra su Etsy e venderli, guadagnando soldi, autostima e fama.

Allora, pronto per fare affari su Etsy?

Cominciamo.

Cosa è esattamente Etsy?

La community di Etsy, sorta nel 2005 in un appartamento di Brooklin, a New York, è una piattaforma online nata per mettere in risalto artigiani, artisti e maker di successo che del loro spirito ed ego ne fanno innumerevoli creazioni: opere d’arte.

Che siano piccine o grandi, queste creazioni raggiungono gli appassionati di tutto il mondo in pochi click reinventando completamente il commercio dell’handmade (fatto a mano). Ecco perché Etsy negli ultimi 10 anni ha riscosso un successo strepitoso.

Ti sarai chiesto cosa significhi Etsy

Beh, non proprio tutti lo sanno, a dire il vero è un mistero. Farò ciò che è chiesto dalla comunità e dai suoi fondatori, ovvero inventerò un significato da attribuire ad Etsy così anche io darò sfogo alla mia creatività. È questa l’anima del business e della community di Etsy, la creatività a 360°.

Quindi fai finta che ciò che ho scritto prima non l’hai mai letto in vita tua e dammi ascolto. Etsy è l’acronimo di “Ethics Transitory Shopping Yard“, che in italiano sarebbe “Cantiere Etico e Transitorio per lo Shopping“.

Un cantiere etico perché si creano prodotti in base alla propria morale e ai propri costumi, transitorio perché l’ispirazione è unica nel suo genere così come l’articolo fatto a mano, e shopping perché tutto questo è possibile promuoverlo online e venderlo. Ecco la mia personale giustificazione alla domanda “Come è nato il nome Etsy?”.

Cosa si può vendere su Etsy

Su Etsy puoi vendere articoli fatti a mano, articoli vintage (vecchi di almeno 20 anni) e materiali per creare.

Quanto si può guadagnare su Etsy

Se ti stai chiedendo quanto si possa guadagnare con questo lavoro, posso darti una risposta sui generis. Con Etsy puoi guadagnare tanto o poco, tutto dipende dal valore dei tuoi oggetti e alla dedizione che impieghi.

Molti venditori su Etsy pubblicano abitualmente prodotti artigianali e fatti a mano e hanno scelto questa attività come principale per questo motivo guadagnano tanto. Se anche tu vorresti sposare un’attività online a tempo pieno, inizia a pubblicare i tuoi articoli su Etsy, vedi un po’ la risposta dei clienti e valuta l’espansione della tua attività.

Come è possibile vendere e promuovere le proprie creazioni su Etsy

Su Etsy gli imprenditori, piccoli o grandi che siano, e gli artigiani occasionali possono vendere tutto ciò che creano e curano contando su un numero vastissimo di utenti che si rifugiano in Etsy per trovare ciò che altrove non riescono a trovare: l’oggetto unico, personalizzato e particolare.

È semplice vendere su Etsy?

vendere su Etsy

Vendere su Etsy è davvero facile, basta aprire un negozio e seguire le istruzioni indicate inserendo i dati richiesti. Aprire un negozio è gratuito e non si pagano commissioni mensili o fee. Pagherai solo una piccola cifra per pubblicare la tua creazione fino a che questa non sarà venduta (solitamente 0,20 $ ad inserzione).

Se venderai il tuo articolo, Etsy tratterrà una piccola percentuale, dal 3 al 4%. Una percentuale molto bassa se paragonata ad altri portali di compravendita online.

Su Etsy è disponibile il manuale del venditore con tantissimi suggerimenti utili per gestire con successo il tuo negozio su Etsy. Purtroppo però tutte le guide sono scritte in lingua inglese, per cui se non sei afferrato con l’inglese, continua a seguirmi perché pubblicherò una guida apposita per te. 😉

Come ricevo i pagamenti dai miei clienti?

Puoi ricevere i fondi direttamente sul tuo conto corrente o carta di credito prepagata con iban (se non ne hai una e non sai quale scegliere leggi Carte di credito prepagate ricaricabili ecco qual è la migliore 2015).

Etsy utilizza i pagamenti diretti, quando un utente effettua un pagamento attraverso il servizio offerto da Etsy, sarà trattenuta una commissione sull’articolo che varia dal 3 al 4% + 0,30€.

Serve una carta di credito per iscriversi?

Sì, solo per verifica. Non ti sarà addebitato nulla fin quando non aprirai un negozio e pubblicherai la prima inserzione (ti ricordo che costa solo 0,20$).

Conclusioni

Adesso che conosci Etsy, e son sicuro che stai pensando a tutte le tue bellissime creazioni realizzate negli anni passati e lasciate giù in cantina o garage, puoi sicuramente cominciare a dare valore alle tue passioni pubblicando inserzioni su Etsy vendendo i tuoi oggetti più belli. Chissà quanto guadagnerai!

 

vendere su etsy le tue creatività

 

 


Reso: normative sul commercio elettronico


Stai pensando di iniziare un’attività di vendita online e vuoi conoscere maggiori informazioni sulle normative sul reso e il diritto di recesso?

Se non l’hai già fatto, ti consiglio di dare lettura al post Vendere su internet: le piattaforme e i requisiti.

In questo articolo conoscerai tutte le informazioni relative alle attuali regole UE sui contratti a distanza, il recesso anticipato, il reso, le tutele per il consumatore e gli obblighi del venditore.

Farò in modo che la lettura sia scorrevole e di tuo gradimento.

Presta attenzione.

Il decreto legislativo

Partiamo dalla fonte: il Decreto Legislativo n. 21 del 21 febbraio 2014. Il presente Decreto non è altro che l’attuazione della direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori recante modifica delle precedenti direttive e abrogazione di quelle considerate ormai superate: nella fattispecie le direttive 85/577/CEE e 97/7/CE.

Il provvedimento è entrato in vigore il 26/03/2014 e sancisce le nuove regole sui diritti e i doveri dei consumatori e dei commercianti. Puoi approfondire al seguente link: Gazzetta Ufficiale.

Una normativa europea

Molti si chiederanno: Ma se si tratta di una attuazione di una direttiva europea è valida in tutti i paesi UE? Sì tutti i residenti nella zona euro che comprano o vendono un bene devono attenersi alle regole disposte dalla direttiva UE anche se nei rispettivi paesi non è stata ancora disposta una attuazione normativa.

Per cui se vendi a un cliente in zona euro, puoi adottare le stesse regole che applichi ad un cliente residente in Italia.

Contratti a distanza – Tutela del consumatore

Il Decreto Legislativo n. 21 del 21/02/2014 introduce nuove regole sia sui contratti stipulati fuori dai locali commerciali (a casa, per strada, ecc…) sia sui contratti a distanza. Per quanto mi riguarda tratterò i contratti a distanza poiché sono quelli attinenti al commercio elettronico. Quello che interessa anche a te.

Niente più truffe, indicazioni più chiare

Innanzitutto tutti i contratti stipulati a mezzo click e bottoni da cliccare, o con pubblicità ingannevoli come “gratis”, “in omaggio”, che nascondo costi non esplicitamente dichiarati al cliente non saranno vincolanti al pagamento di nessuna quota. Per cui il consumatore è obbligato a pagare un servizio solo quando questo è accettato dallo stesso, come servizio esplicitamente a pagamento, e i costi relativi allo stesso siano ben in vista.

Contratti telefonici sì, ma dopo la firma

Tutti i contratti stipulati telefonicamente sono vincolanti solo quando l’offerta è stata accettata a mezzo firma (pure elettronica), anche in caso di servizi come luce, acqua e gas. Pertanto la conferma del servizio deve avvenire prima dell’erogazione del servizio. In ogni caso il consumatore non è obbligato a pagare alcuna quota se non ha esplicitamente accettato il contratto a mezzo firma.

Trasparenza nei prezzi ivi servizi accessori

Tutti i costi sorti dopo il contratto o che non sono stati espressamente dichiarati alla stipula dello stesso, non dovranno essere sostenuti dal consumatore in quanto vanno contro la norma. Il consumatore è tutelato dall’AGCOM.

2 settimane di tempo per ripensarci

Il tempo a disposizione per esercitare il diritto di recesso è stato aumentato sino a 14 giorni. Questo accade qualora il consumatore sia messo a conoscenza delle politiche sul reso, diversamente le tempistiche saliranno fino a 1 anno e 14 giorni.

In caso di violazione degli obblighi informativi circa le tempistiche per esercitare il reso, il cliente non dovrà sostenere alcun costo aggiuntivo sulla restituzione del bene reso. Quindi le spese di restituzione saranno a carico del venditore.

Per l’acquisto di servizi i 14 giorni partiranno subito dopo la stipula del contratto, mentre nei casi in cui si acquista un bene, il contratto è finito fintanto che arriva l’oggetto presso il consumatore. Per cui il diritto di recesso potrà essere esercitato entro i 14 giorni successivi alla ricezione del bene in oggetto.

Rimborsi più veloci

Quando il consumatore esercita il diritto di recesso, dovrà ricevere il rimborso di quanto speso al più tardi entro i 14 giorni successivi, attraverso lo stesso strumento utilizzato per pagare il servizio/bene.

In ogni caso i costi per la restituzione del bene oggetto del reso, saranno a carico dell’acquirente.

Contratti a distanza – Obblighi del venditore

Il venditore è tenuto a rispettare alcuni obblighi per non andare contro le norme e passare dalla ragione al torto in men che non si dica.

Per questo motivo è bene leggere con maggiore attenzione quanto segue perché tu non vuoi farti trovare impreparato giusto? 🙂

La trasparenza

Per un venditore la trasparenza oltre ad essere un obbligo dettato dalle normative vigenti, è anche una questione di professionalità.

Sappi bene che dovrai esporre in modo chiaro e concreto le regole sulla vendita facendo riferimento alle attuali disposizioni.

I prezzi e i costi aggiuntivi di ogni servizio accessorio dovranno sempre essere comunicati al cliente o comunque raggiungibili facilmente dal consumatore prima dell’acquisto.

Quindi bisogna chiarire al cliente il costo totale del prodotto o servizio che sta acquistando comprensivo di costi extra e/o accessori. Pena la non obbligatorietà del cliente a pagare spese aggiuntive non esplicitamene comunicate in fase di acquisto (o pre-contrattualizzazione).

Recesso e reso

Il reso deve essere sempre consentito e bisogna comunicare esplicitamente a quanto ammonta la tempistica offerta, che, ti faccio presente, non può essere inferiore ai 14 giorni disposti dal Decreto Legislativo ivi presente, salvo si tratti di categorie di prodotti degradabili facilmente (come il cibo) o per beni chiaramente personalizzati e tutte le eccezioni presenti all’articolo 59 del Decreto in oggetto.

I rimborsi

Quando un consumatore ha richiesto il reso e tu l’hai accettato, dovrai procedere al rimborso al massimo entro i 14 giorni successivi (in caso di servizio venduto). Per un bene, invece, i 14 giorni partiranno dal momento in cui si riceve il bene indietro o il consumatore invia un documento (distinta di spedizione) a riprova che la restituzione è in atto.

In ogni caso le spese di spedizione affrontate sono a carico del venditore che non può detrarre dal rimborso le spese sostenute. Mentre le spese di spedizione per la restituzione sono a carico del consumatore, salvo disposizione diversa offerta dal venditore (es. Zalando che offre il reso gratuito).

Allego un estratto grafico dell’articolo 56 del Decreto in oggetto che sintetizza gli obblighi del venditore in caso di recesso.

 

Art. 56 DECRETO LEGISLATIVO 21 febbraio 2014, n. 21

 

Conclusioni

Come puoi notare le regole disposte dalla normativa europea sono molto rigide e sono state introdotte per regolamentare un settore, quello del commercio elettronico (e non solo), dove il consumatore non era ancora abbastanza tutelato.

Anche se a primo impatto sembra rimetterci il venditore, un’analisi attenta dimostra che aumentando le tutele al consumatore, l’UE non ha fatto altro che favorire il commercio elettronico poiché il venditore ha solo bisogno di essere trasparente, onesto e leale (ciò che si aspettano e si augurano tutti i consumatori) mentre il consumatore non potrà fare come gli pare danneggiando i venditori, in quanto le spese di restituzione saranno sempre a carico suo (salvo politiche aziendali diverse) e sai bene anche tu quanto costano le spedizioni ad un privato. Per cui la pratica del reso diventerà pian piano, una mera formalità disponibile a tutela personale ma che difficilmente sarà esercitata in quanto non è tanto conveniente.

Per approfondire ti consiglio di aprire i link sparsi nell’articolo e di dare lettura al Decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. In questo modo avrai chiari gli obblighi del venditore e quelli del consumatore in ambito di commercio elettronico e negoziato fuori dai locali commerciali.

Se ti è piaciuto l’articolo e vuoi rendermi felice, clicca su +1 e condivilo sui social. 😉

 


Come comprare su eBay in sicurezza e senza sorprese


Vuoi comprare su eBay in tutta sicurezza? Oggi scoprirai finalmente come fare!

Dopo aver letto questa guida tutti i tuoi futuri acquisti su eBay saranno sicuri. Basterà utilizzare alcuni semplici accorgimenti per affrontare lo shopping online con la disinvoltura e la serenità che trovi nelle cose che fai ogni giorno.

Cominciamo.

Comprare su eBay: fidarsi ma non troppo

La prima cosa che fai quando vai su eBay: cerchi l’articolo che ti piace, vedi un prezzo straordinario e l’istinto ti spinge ad acquistare subito l’oggetto. Niente di più sbagliato!

Vediamo perché.

eBay è una sorta di “centro commerciale”, ma chiunque può aprire un negozio


E quando dico chiunque, voglio dire che qualsiasi individuo, onesto o disonesto che sia, può aprire un negozio su eBay in pochi passi. Quindi se è vero che chiunque può aprire un negozio su eBay e vendere qualsiasi cosa, è anche vero che eBay ha instaurato un programma di feedback molto severo che tutela gli acquirenti, per l’appunto si chiama valutazione dettagliata del venditore.

Cosa è un feedback?


Feedback è un termine inglese che in italiano letteralmente significa “retroazione“, ovvero quel processo che instaura una risposta (positiva o negativa) ad una azione. In questo caso l’azione è quella del venditore nei confronti dell’acquirente e la retroazione è invece la risposta dell’acquirente all’azione del venditore.

Un feedback su eBay può essere negativo, positivo o neutro. In tutti e tre i casi è possibile aggiungere un commento descrittivo sulla transazione ed esporre una valutazione dettagliata sul venditore.

Valutazione dettagliata del venditore

Nella valutazione dettagliata è possibile esprimere un voto da 1 a 5 (in stelle) su 4 differenti componenti della transazione: descrizione oggetto, comunicazione con il venditore, tempi di spedizione dell’oggetto, costi imballaggio e spedizione (non disponibile se offerta una spedizione gratuita).

Più è alto il punteggio di feedback del venditore e più sarà affidabile acquistare presso il suo negozio.

Ma eBay non si è limitata al solo punteggio di feedback per far comprendere all’utente, in linea di massima, l’affidabilità del venditore, ha anche introdotto la valutazione dettagliata con le stelle e una percentuale immediatamente visibile sotto il punteggio dei feedback del venditore.

Percentuale Feedback positivi

Questa percentuale, abbinata ad un punteggio medio-alto, è la vera fonte da considerare per determinare l’affidabilità di un venditore. Per calcolarla si tengono in considerazione i feedback positivi e negativi negli ultimi 12 mesi. In questo modo, più il punteggio sarà alto e più sarà possibile scorgere, attraverso questa percentuale, quanto è affidabile un venditore.

Esempio: un venditore con 5000 feedback e una percentuale del 99% positiva è sicuramente molto affidabile. Ciò significa che in 5000 transazioni solo 50 acquirenti non hanno espresso una valutazione positiva.

Ad un certo punto però lo staff di eBay si è accorto che serviva qualcosa che desse un messaggio ancora più diretto all’acquirente, soprattutto ai nuovi acquirenti che non conoscendo il sistema di feedback di eBay, avevano bisogno di carpire più velocemente l’affidabilità di un venditore. Detto, fatto!

Affidabilità Top

Così eBay ha introdotto una icona che dimostra l’eccellente impegno dei venditori nei confronti dei clienti. Questi venditori rientrato nella cerchia dei venditori affidabilità Top. Per ottenere questo riconoscimento è indispensabile avere un alto volume d’affari e un bassissimo tenore di difetti nelle transazioni.

Icona venditore affidabilità top di eBay

Quindi quando vedi questo stemma subito sotto il venditore (nelle inserzioni) o nella pagina dei feedback del venditore, puoi sicuramente fare acquisti con sicurezza e senza sorprese. Non è facile ottenere questo riconoscimento, per cui se un venditore l’ha ottenuto, vuol dire che ha davvero fatto un grande lavoro negli ultimi mesi anche se ha un punteggio di feedback che si aggira attorno a 300.

Leggere i feedback

In ogni caso prima di effettuare l’acquisto, se ancora non ti senti sicuro, è bene dare un’occhiata ai commenti di feedback lasciati dagli altri utenti andando sulla pagina dei feedback del venditore.

Solo così ti renderai conto della soddisfazione (o meno) degli altri utenti.

La spedizione


La spedizione non è sempre gratuita e quindi occorre prima controllare come viene spedito l’oggetto e a quanto ammonta il costo del servizio di spedizione offerto dal venditore.

Moltissimi venditori su eBay offrono la spedizione gratuita con posta prioritaria per i piccoli oggetti.

Posta Prioritaria – non tracciabile/poco sicura

Questa modalità di spedizione non è tracciabile e quindi è poco sicura per l’acquirente perché generalmente il postino immette la busta (il pacchetto) nella cassetta della posta.

Quindi salvo che il venditore sia onesto e spedisca il pacco, e che il postino sia una persona per bene e inserisca la busta nella tua cassetta della posta, dovrai stare attento al vicinato soprattutto se abiti in un condominio in cui i rapporti non vanno sempre per i migliori. 😀

Sappi però che la maggior parte delle volte la busta arriva senza troppi problemi quindi diciamo che la mia è una visione pessimistica della spedizione con prioritaria. In ogni caso se non vuoi rischiare nemmeno un po’ e il venditore offre un servizio di spedizione tracciabile come la raccomandata, approfittane subito!

Posta Raccomandata – tracciabile/sicura

Tutte le spedizioni in raccomandata, o comunque i pacchi spediti attraverso i maggiori corrieri presenti in Italia, sono tutti tracciabili e per ritirare il pacco occorre firmare la distinta di spedizione. In questo modo solo tu (o chi per te) potrà ritirare il pacco, per cui vai tranquillo e approfitta di questa modalità di spedizione, soprattutto se il servizio offerto dal venditore costa solo una manciata di euro in più.

Se la spedizione costa troppo, diffida dal venditore perché vuole guadagnare dalla spedizione e questo non è un comportamento corretto perché viola le regole di eBay, a meno che tu non stia acquistando un oggetto di grosse dimensioni come una motocicletta. 😀

Cosa fare se passa troppo tempo?

Le spedizioni con posta prioritaria sono più lente rispetto a quelle in raccomandata, o spedite attraverso i corrieri nazionali, e non potendole tracciare, molte volte possono perdersi o rimanere diversi giorni presso i CMP postali. Per cui se hai acquistato un oggetto spedito con prioritaria, chiedi maggiori informazioni al venditore e attendi qualche giorno in più.

Passati i giorni ricontatta il venditore e vedi di risolvere con lui il problema. Ti ricordo che nelle inserzioni è presente una stima di consegna quindi contatta il venditore solo dopo aver superato il limite massimo di quella stima.

Qualora il problema non sia risolvibile o il venditore risulti indisponente, contatta l’assistenza eBay o procedi aprendo una contestazione su paypal (qualora avessi pagato con il tuo conto paypal).

Regole sulla restituzione


Hai deciso il metodo di spedizione più sicuro per non incorrere in rischi inutili o perché sei un pessimista incallito. Bene, adesso guarda un po’ le informazioni sulla restituzione e il reso in caso di oggetto sbagliato (o diverso), difettoso, o di una misura troppo grande (e viceversa).

Solitamente gli ottimi venditori, offrono una politica di reso di circa 14 giorni (lavorativi) come da normative vigenti in Europa. Qualche furbetto accorcia però questa tempistica che comunque non è valida per i prodotti aperti, usati o in caso di prodotti facilmente degradabili (come il cibo).

Dai sempre un’occhiata a questa sezione dell’inserzione perché è importante capire cosa è possibile fare in caso di reso e se sono previste spese per la restituzione.

In genere le spese di restituzione sono a carico dell’acquirente ma alcuni venditori si accollano queste spese, e in caso di pagamento attraverso il conto paypal, sarà paypal a pagare tali spese.

Procedere ai pagamenti


La maggior parte dei venditori offre i pagamenti con paypal perché è un metodo molto sicuro e facilita la compravendita. Se non conosci come funziona paypal leggi questo post. In ogni caso puoi pagare con la tua prepagata, o con una carta di credito attraverso il circuito paypal, quindi non è obbligatorio aprire un conto su paypal che, tra l’altro, ricordo essere gratuito.

Pagare con paypal

Se il venditore offre questo metodo di pagamento, sappi che puoi fidarti perché in caso di non ricezione del bene, potrai aprire una contestazione e vederti tornare indietro i soldi spesi.

Sappi che scegliendo di pagare con il proprio conto paypal, avrai tanti servizi in più, come la tutela della privacy, il rimborso delle spese di spedizione in caso di reso e tanto altro ancora.

Se il venditore non dovesse offrire paypal come metodo di pagamento, vuol dire che c’è qualcosa che non va. Quindi evita di comprare da questo venditore oppure chiedi, ove possibile, di pagare con contrassegno.

Pagare con Contrassegno

Sono pochissimi i venditori che offrono il contrassegno come metodo di pagamento. In questo caso il pagamento avverrà solo alla consegna in contanti al corriere. Quindi ci si può fidare tranquillamente, salvo le spese di contrassegno siano troppo alte. In genere oscillano dalle 5€ alle 10€ in più sul totale. Comunque sia è un metodo di pagamento molto sconveniente sia per l’acquirente che per il venditore. Ma in alcuni casi necessario poiché non si dispone di una prepagata, o di un conto paypal per effettuare i pagamenti online.

Pagamenti con bonifico bancario

Pagare con bonifico bancario dal proprio home banking è veramente comodo e semplice, ma certe volte conviene diffidare da questo metodo di pagamento perché eBay non può tracciarlo e se il venditore non è onesto può intascare i soldi aprendo anche una controversia nei tuoi confronti per oggetto non pagato, così oltre al danno pure la beffa!

Metodi di pagamento alternativi

Se il venditore ti chiede di pagare l’oggetto (o gli oggetti) al di fuori dei metodi di pagamento più comuni, stai attento, molto probabilmente vuole provare a truffarti.

Su eBay le regole sono molto severe, e quando un venditore ti chiede di pagare la merce con metodi di pagamento alternativi a quelli presentati, o illegali, si va contro le regole di eBay e in caso di truffa eBay non potrà rispondere ai danni procurati all’acquirente. Per questo motivo invita a non accettare metodi di pagamento diversi da quelli utilizzati comunemente.

Conclusioni

Se hai letto tutto l’articolo da ora in poi sarai più consapevole e pronto per affrontare i tuoi futuri acquisti su eBay in sicurezza. Da adesso in poi sarà molto difficile incappare in truffe o problemi perché sai tutto quello che devi controllare, quello che devi fare e ciò che devi evitare prima di effettuare un acquisto.

Se credi che ti sia stato di aiuto, mi faresti felice cliccando su +1 Google qui in basso o condividendo il post su twitter e facebook. Se hai bisogno di qualche altro consiglio chiedimi pure nei commenti. A presto!