CategoryEcommerce Marketing

Guide sull’e-commerce per principianti ed esperti. Come gestire le vendite sulle piattaforme marketplace (come Ebay, Amazon, etc.) e spedire online.


Vendere senza partita iva su internet


Vendere su internet è il tuo sogno e vuoi sapere come iniziare. Innanzitutto sfatiamo subito il mito Partita IVA sì e Partita IVA no.
Devi sapere che per un’attività commerciale di tipo continuativa è obbligatorio aprire una partita IVA. Mentre per un’attività di tipo occasionale, non periodica, e nei limiti della legge, è possibile vendere senza partita IVA.

Oggi scoprirai come, dove e quando è possibile vendere senza partita iva su internet: requisiti, limiti, accorgimenti.

Mettiti comodo e presta attenzione.

Vendere senza partita IVA – requisiti

Se non ci fosse, sarebbero tutti più contenti. Ma la partita IVA è un utile strumento per gestire al meglio le pratiche commerciali di una persona fisica e/o giuridica ed è quindi opportuno conoscerla per capire quando è obbligatorio aprirla e quando no. (Cosa è la partita iva)

Tantissime persone ti diranno che è sempre obbligatorio aprire una partita iva per vendere online, ma non è affatto così e coloro che lo dicono sono solo ignoranti in materia. Ad esempio, se vendi qualche maglione che non usi più, o la tua automobile usata, non occorre aprire partita iva in quanto non sei un professionista e non vendi quantità di oggetti usati da fare invidia a un rivenditore organizzato. Inoltre non hai acquistato quegli oggetti con lo scopo di rivenderli. L’obiettivo che ti ha spinto ad acquistarli è l’utilizzo degli stessi. Questo non vuol dire che puoi comprare mille oggetti, far finta di usarli e venderli il giorno dopo (si fa per dire) mascherando un’attività organizzata e di tipo abituale, perché ci sono dei limiti imposti dalla legge.

Ma andiamo a vedere intanto quali sono i requisiti impliciti per l’apertura della partita IVA.

  1. Intenzionalità allo svolgimento di un’attività abituale e organizzata.
  2. Previsione di utili oltre i 5000€ (circa 6400€ lordi) annui proventi dall’attività svolta/da svolgere.

Se soddisfi almeno uno dei due punti su indicati, sicuramente dovrai aprire una posizione IVA perché stai svolgendo/per svolgere un’attività regolamentata dalla legge. Ma per capirci qualcosina in più, dovrai considerare i limiti di riferimento.

Vendere senza partita IVA – limiti

Bene. Non hai intenzione di comprare oggetti per rivenderli, però hai una mezza idea di produrre qualcosa sfruttando la tua passione e rivenderlo generando una entrata extra.

Puoi farlo senza partita IVA a patto che, l’attività si svolga saltuariamente e non sia organizzata. Beh, adesso ti stai chiedendo: “Come faccio a capire se la mia attività rientra in questa categoria?“.

Devi sapere che la legge in alcuni casi può subire variazioni di interpretazione ma il più delle volte è interpretata alla lettera. Pertanto prendendo alla lettera il significato della parola saltuariamente, ne viene fuori “a intervalli irregolari”.

In genere quando un’attività viene svolta saltuariamente è quasi sempre non organizzata. Tra l’altro quando crei un prodotto non hai idea se e quando esso sarà venduto, pertanto in un’attività di tipo occasionale, è molto difficile che ci sia dietro una certa organizzazione tale da imporre implicitamente l’apertura di una posizione IVA.

Detto ciò, se la vendita di oggetti usati e/o nuovi (prodotti da te) è del tutto irregolare e di tipo occasionale, allora puoi continuare a vendere senza partita iva, ma, e adesso comincia il bello, devi valutare gli utili proventi dall’attività.

Quando vendi i tuoi oggetti usati non dovrebbero esserci limiti, basterà usare un po’ di buon senso. Ma se stai comprando alcuni oggettini con l’idea di rivenderli oppure sono stati creati da te col medesimo obiettivo, allora dovrai valutare – in caso di saltuarietà e non abitualità – i guadagni generati dall’attività.

Pertanto se hai intenzione di aprire un’attività online con l’obiettivo di vendere, allora ti consiglio di leggere Vendere su internet le piattaforme e i requisiti perché la partita IVA in questo caso è obbligatoria, così come una serie di adempimenti che puoi scoprire all’articolo linkato.

Qualora tu, invece, voglia vendere il tuo usato o qualche oggettino creato artigianalmente, puoi optare per un periodo di prova limitato, considerando gli introiti generati e la non abitualità delle vendite.

Vendere su internet – accorgimenti

Se sei arrivato fin qui, finalmente hai capito come classificare la tua attività. Adesso ti fornirò alcuni accorgimenti da seguire.

Quando vendi su internet devi avere l’accortezza di selezionare una piattaforma adatta alle tue esigenze. Se vuoi vendere artigianato ti consiglio di leggere questo articolo mentre se vuoi vendere il tuo usato, dai una lettura a quest’altro post.

Se hai invece la volontà di aprire un negozio, fallo pure, testa la fattibilità del tuo progetto nei primi 3 mesi con pochissimi articoli (3/5). Se va bene regolarizza subito la tua posizione IVA (e tutti gli altri adempimenti obbligatori). Questa è una pratica che ti consiglio personalmente, ma ovviamente devi tenere in considerazione i limiti imposti dalla legge.

Sappi che nelle vendite online non sei tenuto a formalizzare scontrini o ricevute fiscali, tra l’altro, il più delle volte i clienti pagano attraverso metodi di pagamento come paypal, pertanto le notifiche di pagamento saranno pari alle ricevute.

Qualora il cliente desidera una ricevuta, puoi utilizzare un modulo per cessione di beni occasionale che puoi trovare su internet.

Conclusioni

Dopo aver letto tutto l’articolo (e fatto accesso a quelli linkati), hai sicuramente capito quando è obbligatorio aprire la partita iva, quando è possibile vendere senza, e dove puoi cominciare a presentare i tuoi oggetti per la vendita.

Se ti sono stato d’aiuto e vuoi ringraziarmi, clicca su +1 e condivi il post sui social! 😉

 


Vendere su Etsy: la tua creatività non ha limiti


Creare oggetti con le tue mani è la tua passione e non appena puoi ti metti in gioco creando oggetti sempre nuovi e fantastici. Sì hai un talento!
Oggi hai deciso di trasformare questo talento in professione, ecco perché scoprirai un nuovo mondo sorto online: una community di persone che come te creano oggetti con le loro mani e li rendono disponibili al grande pubblico donandogli valore.
Sto parlando del simpatico spazio online di Etsy, dove tutti gli artigiani e gli appassionati di vintage vendono e comprano oggetti fatti a mano, vintage e materie prime per dare sfogo alle mille idee che ti frullano in testa.

Vuoi provare a dare valore alle tue creazioni?

Leggendo questo articolo riuscirai a comprendere meglio come funziona la community di Etsy. In questo modo potrai finalmente dare valore ai tuoi oggetti vintage o appositamente creati da te così da metterli in mostra su Etsy e venderli, guadagnando soldi, autostima e fama.

Allora, pronto per fare affari su Etsy?

Cominciamo.

Cosa è esattamente Etsy?

La community di Etsy, sorta nel 2005 in un appartamento di Brooklin, a New York, è una piattaforma online nata per mettere in risalto artigiani, artisti e maker di successo che del loro spirito ed ego ne fanno innumerevoli creazioni: opere d’arte.

Che siano piccine o grandi, queste creazioni raggiungono gli appassionati di tutto il mondo in pochi click reinventando completamente il commercio dell’handmade (fatto a mano). Ecco perché Etsy negli ultimi 10 anni ha riscosso un successo strepitoso.

Ti sarai chiesto cosa significhi Etsy

Beh, non proprio tutti lo sanno, a dire il vero è un mistero. Farò ciò che è chiesto dalla comunità e dai suoi fondatori, ovvero inventerò un significato da attribuire ad Etsy così anche io darò sfogo alla mia creatività. È questa l’anima del business e della community di Etsy, la creatività a 360°.

Quindi fai finta che ciò che ho scritto prima non l’hai mai letto in vita tua e dammi ascolto. Etsy è l’acronimo di “Ethics Transitory Shopping Yard“, che in italiano sarebbe “Cantiere Etico e Transitorio per lo Shopping“.

Un cantiere etico perché si creano prodotti in base alla propria morale e ai propri costumi, transitorio perché l’ispirazione è unica nel suo genere così come l’articolo fatto a mano, e shopping perché tutto questo è possibile promuoverlo online e venderlo. Ecco la mia personale giustificazione alla domanda “Come è nato il nome Etsy?”.

Cosa si può vendere su Etsy

Su Etsy puoi vendere articoli fatti a mano, articoli vintage (vecchi di almeno 20 anni) e materiali per creare.

Quanto si può guadagnare su Etsy

Se ti stai chiedendo quanto si possa guadagnare con questo lavoro, posso darti una risposta sui generis. Con Etsy puoi guadagnare tanto o poco, tutto dipende dal valore dei tuoi oggetti e alla dedizione che impieghi.

Molti venditori su Etsy pubblicano abitualmente prodotti artigianali e fatti a mano e hanno scelto questa attività come principale per questo motivo guadagnano tanto. Se anche tu vorresti sposare un’attività online a tempo pieno, inizia a pubblicare i tuoi articoli su Etsy, vedi un po’ la risposta dei clienti e valuta l’espansione della tua attività.

Come è possibile vendere e promuovere le proprie creazioni su Etsy

Su Etsy gli imprenditori, piccoli o grandi che siano, e gli artigiani occasionali possono vendere tutto ciò che creano e curano contando su un numero vastissimo di utenti che si rifugiano in Etsy per trovare ciò che altrove non riescono a trovare: l’oggetto unico, personalizzato e particolare.

È semplice vendere su Etsy?

vendere su Etsy

Vendere su Etsy è davvero facile, basta aprire un negozio e seguire le istruzioni indicate inserendo i dati richiesti. Aprire un negozio è gratuito e non si pagano commissioni mensili o fee. Pagherai solo una piccola cifra per pubblicare la tua creazione fino a che questa non sarà venduta (solitamente 0,20 $ ad inserzione).

Se venderai il tuo articolo, Etsy tratterrà una piccola percentuale, dal 3 al 4%. Una percentuale molto bassa se paragonata ad altri portali di compravendita online.

Su Etsy è disponibile il manuale del venditore con tantissimi suggerimenti utili per gestire con successo il tuo negozio su Etsy. Purtroppo però tutte le guide sono scritte in lingua inglese, per cui se non sei afferrato con l’inglese, continua a seguirmi perché pubblicherò una guida apposita per te. 😉

Come ricevo i pagamenti dai miei clienti?

Puoi ricevere i fondi direttamente sul tuo conto corrente o carta di credito prepagata con iban (se non ne hai una e non sai quale scegliere leggi Carte di credito prepagate ricaricabili ecco qual è la migliore 2015).

Etsy utilizza i pagamenti diretti, quando un utente effettua un pagamento attraverso il servizio offerto da Etsy, sarà trattenuta una commissione sull’articolo che varia dal 3 al 4% + 0,30€.

Serve una carta di credito per iscriversi?

Sì, solo per verifica. Non ti sarà addebitato nulla fin quando non aprirai un negozio e pubblicherai la prima inserzione (ti ricordo che costa solo 0,20$).

Conclusioni

Adesso che conosci Etsy, e son sicuro che stai pensando a tutte le tue bellissime creazioni realizzate negli anni passati e lasciate giù in cantina o garage, puoi sicuramente cominciare a dare valore alle tue passioni pubblicando inserzioni su Etsy vendendo i tuoi oggetti più belli. Chissà quanto guadagnerai!

 

vendere su etsy le tue creatività

 

 


Reso: normative sul commercio elettronico


Stai pensando di iniziare un’attività di vendita online e vuoi conoscere maggiori informazioni sulle normative sul reso e il diritto di recesso?

Se non l’hai già fatto, ti consiglio di dare lettura al post Vendere su internet: le piattaforme e i requisiti.

In questo articolo conoscerai tutte le informazioni relative alle attuali regole UE sui contratti a distanza, il recesso anticipato, il reso, le tutele per il consumatore e gli obblighi del venditore.

Farò in modo che la lettura sia scorrevole e di tuo gradimento.

Presta attenzione.

Il decreto legislativo

Partiamo dalla fonte: il Decreto Legislativo n. 21 del 21 febbraio 2014. Il presente Decreto non è altro che l’attuazione della direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori recante modifica delle precedenti direttive e abrogazione di quelle considerate ormai superate: nella fattispecie le direttive 85/577/CEE e 97/7/CE.

Il provvedimento è entrato in vigore il 26/03/2014 e sancisce le nuove regole sui diritti e i doveri dei consumatori e dei commercianti. Puoi approfondire al seguente link: Gazzetta Ufficiale.

Una normativa europea

Molti si chiederanno: Ma se si tratta di una attuazione di una direttiva europea è valida in tutti i paesi UE? Sì tutti i residenti nella zona euro che comprano o vendono un bene devono attenersi alle regole disposte dalla direttiva UE anche se nei rispettivi paesi non è stata ancora disposta una attuazione normativa.

Per cui se vendi a un cliente in zona euro, puoi adottare le stesse regole che applichi ad un cliente residente in Italia.

Contratti a distanza – Tutela del consumatore

Il Decreto Legislativo n. 21 del 21/02/2014 introduce nuove regole sia sui contratti stipulati fuori dai locali commerciali (a casa, per strada, ecc…) sia sui contratti a distanza. Per quanto mi riguarda tratterò i contratti a distanza poiché sono quelli attinenti al commercio elettronico. Quello che interessa anche a te.

Niente più truffe, indicazioni più chiare

Innanzitutto tutti i contratti stipulati a mezzo click e bottoni da cliccare, o con pubblicità ingannevoli come “gratis”, “in omaggio”, che nascondo costi non esplicitamente dichiarati al cliente non saranno vincolanti al pagamento di nessuna quota. Per cui il consumatore è obbligato a pagare un servizio solo quando questo è accettato dallo stesso, come servizio esplicitamente a pagamento, e i costi relativi allo stesso siano ben in vista.

Contratti telefonici sì, ma dopo la firma

Tutti i contratti stipulati telefonicamente sono vincolanti solo quando l’offerta è stata accettata a mezzo firma (pure elettronica), anche in caso di servizi come luce, acqua e gas. Pertanto la conferma del servizio deve avvenire prima dell’erogazione del servizio. In ogni caso il consumatore non è obbligato a pagare alcuna quota se non ha esplicitamente accettato il contratto a mezzo firma.

Trasparenza nei prezzi ivi servizi accessori

Tutti i costi sorti dopo il contratto o che non sono stati espressamente dichiarati alla stipula dello stesso, non dovranno essere sostenuti dal consumatore in quanto vanno contro la norma. Il consumatore è tutelato dall’AGCOM.

2 settimane di tempo per ripensarci

Il tempo a disposizione per esercitare il diritto di recesso è stato aumentato sino a 14 giorni. Questo accade qualora il consumatore sia messo a conoscenza delle politiche sul reso, diversamente le tempistiche saliranno fino a 1 anno e 14 giorni.

In caso di violazione degli obblighi informativi circa le tempistiche per esercitare il reso, il cliente non dovrà sostenere alcun costo aggiuntivo sulla restituzione del bene reso. Quindi le spese di restituzione saranno a carico del venditore.

Per l’acquisto di servizi i 14 giorni partiranno subito dopo la stipula del contratto, mentre nei casi in cui si acquista un bene, il contratto è finito fintanto che arriva l’oggetto presso il consumatore. Per cui il diritto di recesso potrà essere esercitato entro i 14 giorni successivi alla ricezione del bene in oggetto.

Rimborsi più veloci

Quando il consumatore esercita il diritto di recesso, dovrà ricevere il rimborso di quanto speso al più tardi entro i 14 giorni successivi, attraverso lo stesso strumento utilizzato per pagare il servizio/bene.

In ogni caso i costi per la restituzione del bene oggetto del reso, saranno a carico dell’acquirente.

Contratti a distanza – Obblighi del venditore

Il venditore è tenuto a rispettare alcuni obblighi per non andare contro le norme e passare dalla ragione al torto in men che non si dica.

Per questo motivo è bene leggere con maggiore attenzione quanto segue perché tu non vuoi farti trovare impreparato giusto? 🙂

La trasparenza

Per un venditore la trasparenza oltre ad essere un obbligo dettato dalle normative vigenti, è anche una questione di professionalità.

Sappi bene che dovrai esporre in modo chiaro e concreto le regole sulla vendita facendo riferimento alle attuali disposizioni.

I prezzi e i costi aggiuntivi di ogni servizio accessorio dovranno sempre essere comunicati al cliente o comunque raggiungibili facilmente dal consumatore prima dell’acquisto.

Quindi bisogna chiarire al cliente il costo totale del prodotto o servizio che sta acquistando comprensivo di costi extra e/o accessori. Pena la non obbligatorietà del cliente a pagare spese aggiuntive non esplicitamene comunicate in fase di acquisto (o pre-contrattualizzazione).

Recesso e reso

Il reso deve essere sempre consentito e bisogna comunicare esplicitamente a quanto ammonta la tempistica offerta, che, ti faccio presente, non può essere inferiore ai 14 giorni disposti dal Decreto Legislativo ivi presente, salvo si tratti di categorie di prodotti degradabili facilmente (come il cibo) o per beni chiaramente personalizzati e tutte le eccezioni presenti all’articolo 59 del Decreto in oggetto.

I rimborsi

Quando un consumatore ha richiesto il reso e tu l’hai accettato, dovrai procedere al rimborso al massimo entro i 14 giorni successivi (in caso di servizio venduto). Per un bene, invece, i 14 giorni partiranno dal momento in cui si riceve il bene indietro o il consumatore invia un documento (distinta di spedizione) a riprova che la restituzione è in atto.

In ogni caso le spese di spedizione affrontate sono a carico del venditore che non può detrarre dal rimborso le spese sostenute. Mentre le spese di spedizione per la restituzione sono a carico del consumatore, salvo disposizione diversa offerta dal venditore (es. Zalando che offre il reso gratuito).

Allego un estratto grafico dell’articolo 56 del Decreto in oggetto che sintetizza gli obblighi del venditore in caso di recesso.

 

Art. 56 DECRETO LEGISLATIVO 21 febbraio 2014, n. 21

 

Conclusioni

Come puoi notare le regole disposte dalla normativa europea sono molto rigide e sono state introdotte per regolamentare un settore, quello del commercio elettronico (e non solo), dove il consumatore non era ancora abbastanza tutelato.

Anche se a primo impatto sembra rimetterci il venditore, un’analisi attenta dimostra che aumentando le tutele al consumatore, l’UE non ha fatto altro che favorire il commercio elettronico poiché il venditore ha solo bisogno di essere trasparente, onesto e leale (ciò che si aspettano e si augurano tutti i consumatori) mentre il consumatore non potrà fare come gli pare danneggiando i venditori, in quanto le spese di restituzione saranno sempre a carico suo (salvo politiche aziendali diverse) e sai bene anche tu quanto costano le spedizioni ad un privato. Per cui la pratica del reso diventerà pian piano, una mera formalità disponibile a tutela personale ma che difficilmente sarà esercitata in quanto non è tanto conveniente.

Per approfondire ti consiglio di aprire i link sparsi nell’articolo e di dare lettura al Decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. In questo modo avrai chiari gli obblighi del venditore e quelli del consumatore in ambito di commercio elettronico e negoziato fuori dai locali commerciali.

Se ti è piaciuto l’articolo e vuoi rendermi felice, clicca su +1 e condivilo sui social. 😉

 


Come comprare su eBay in sicurezza e senza sorprese


Vuoi comprare su eBay in tutta sicurezza? Oggi scoprirai finalmente come fare!

Dopo aver letto questa guida tutti i tuoi futuri acquisti su eBay saranno sicuri. Basterà utilizzare alcuni semplici accorgimenti per affrontare lo shopping online con la disinvoltura e la serenità che trovi nelle cose che fai ogni giorno.

Cominciamo.

Comprare su eBay: fidarsi ma non troppo

La prima cosa che fai quando vai su eBay: cerchi l’articolo che ti piace, vedi un prezzo straordinario e l’istinto ti spinge ad acquistare subito l’oggetto. Niente di più sbagliato!

Vediamo perché.

eBay è una sorta di “centro commerciale”, ma chiunque può aprire un negozio


E quando dico chiunque, voglio dire che qualsiasi individuo, onesto o disonesto che sia, può aprire un negozio su eBay in pochi passi. Quindi se è vero che chiunque può aprire un negozio su eBay e vendere qualsiasi cosa, è anche vero che eBay ha instaurato un programma di feedback molto severo che tutela gli acquirenti, per l’appunto si chiama valutazione dettagliata del venditore.

Cosa è un feedback?


Feedback è un termine inglese che in italiano letteralmente significa “retroazione“, ovvero quel processo che instaura una risposta (positiva o negativa) ad una azione. In questo caso l’azione è quella del venditore nei confronti dell’acquirente e la retroazione è invece la risposta dell’acquirente all’azione del venditore.

Un feedback su eBay può essere negativo, positivo o neutro. In tutti e tre i casi è possibile aggiungere un commento descrittivo sulla transazione ed esporre una valutazione dettagliata sul venditore.

Valutazione dettagliata del venditore

Nella valutazione dettagliata è possibile esprimere un voto da 1 a 5 (in stelle) su 4 differenti componenti della transazione: descrizione oggetto, comunicazione con il venditore, tempi di spedizione dell’oggetto, costi imballaggio e spedizione (non disponibile se offerta una spedizione gratuita).

Più è alto il punteggio di feedback del venditore e più sarà affidabile acquistare presso il suo negozio.

Ma eBay non si è limitata al solo punteggio di feedback per far comprendere all’utente, in linea di massima, l’affidabilità del venditore, ha anche introdotto la valutazione dettagliata con le stelle e una percentuale immediatamente visibile sotto il punteggio dei feedback del venditore.

Percentuale Feedback positivi

Questa percentuale, abbinata ad un punteggio medio-alto, è la vera fonte da considerare per determinare l’affidabilità di un venditore. Per calcolarla si tengono in considerazione i feedback positivi e negativi negli ultimi 12 mesi. In questo modo, più il punteggio sarà alto e più sarà possibile scorgere, attraverso questa percentuale, quanto è affidabile un venditore.

Esempio: un venditore con 5000 feedback e una percentuale del 99% positiva è sicuramente molto affidabile. Ciò significa che in 5000 transazioni solo 50 acquirenti non hanno espresso una valutazione positiva.

Ad un certo punto però lo staff di eBay si è accorto che serviva qualcosa che desse un messaggio ancora più diretto all’acquirente, soprattutto ai nuovi acquirenti che non conoscendo il sistema di feedback di eBay, avevano bisogno di carpire più velocemente l’affidabilità di un venditore. Detto, fatto!

Affidabilità Top

Così eBay ha introdotto una icona che dimostra l’eccellente impegno dei venditori nei confronti dei clienti. Questi venditori rientrato nella cerchia dei venditori affidabilità Top. Per ottenere questo riconoscimento è indispensabile avere un alto volume d’affari e un bassissimo tenore di difetti nelle transazioni.

Icona venditore affidabilità top di eBay

Quindi quando vedi questo stemma subito sotto il venditore (nelle inserzioni) o nella pagina dei feedback del venditore, puoi sicuramente fare acquisti con sicurezza e senza sorprese. Non è facile ottenere questo riconoscimento, per cui se un venditore l’ha ottenuto, vuol dire che ha davvero fatto un grande lavoro negli ultimi mesi anche se ha un punteggio di feedback che si aggira attorno a 300.

Leggere i feedback

In ogni caso prima di effettuare l’acquisto, se ancora non ti senti sicuro, è bene dare un’occhiata ai commenti di feedback lasciati dagli altri utenti andando sulla pagina dei feedback del venditore.

Solo così ti renderai conto della soddisfazione (o meno) degli altri utenti.

La spedizione


La spedizione non è sempre gratuita e quindi occorre prima controllare come viene spedito l’oggetto e a quanto ammonta il costo del servizio di spedizione offerto dal venditore.

Moltissimi venditori su eBay offrono la spedizione gratuita con posta prioritaria per i piccoli oggetti.

Posta Prioritaria – non tracciabile/poco sicura

Questa modalità di spedizione non è tracciabile e quindi è poco sicura per l’acquirente perché generalmente il postino immette la busta (il pacchetto) nella cassetta della posta.

Quindi salvo che il venditore sia onesto e spedisca il pacco, e che il postino sia una persona per bene e inserisca la busta nella tua cassetta della posta, dovrai stare attento al vicinato soprattutto se abiti in un condominio in cui i rapporti non vanno sempre per i migliori. 😀

Sappi però che la maggior parte delle volte la busta arriva senza troppi problemi quindi diciamo che la mia è una visione pessimistica della spedizione con prioritaria. In ogni caso se non vuoi rischiare nemmeno un po’ e il venditore offre un servizio di spedizione tracciabile come la raccomandata, approfittane subito!

Posta Raccomandata – tracciabile/sicura

Tutte le spedizioni in raccomandata, o comunque i pacchi spediti attraverso i maggiori corrieri presenti in Italia, sono tutti tracciabili e per ritirare il pacco occorre firmare la distinta di spedizione. In questo modo solo tu (o chi per te) potrà ritirare il pacco, per cui vai tranquillo e approfitta di questa modalità di spedizione, soprattutto se il servizio offerto dal venditore costa solo una manciata di euro in più.

Se la spedizione costa troppo, diffida dal venditore perché vuole guadagnare dalla spedizione e questo non è un comportamento corretto perché viola le regole di eBay, a meno che tu non stia acquistando un oggetto di grosse dimensioni come una motocicletta. 😀

Cosa fare se passa troppo tempo?

Le spedizioni con posta prioritaria sono più lente rispetto a quelle in raccomandata, o spedite attraverso i corrieri nazionali, e non potendole tracciare, molte volte possono perdersi o rimanere diversi giorni presso i CMP postali. Per cui se hai acquistato un oggetto spedito con prioritaria, chiedi maggiori informazioni al venditore e attendi qualche giorno in più.

Passati i giorni ricontatta il venditore e vedi di risolvere con lui il problema. Ti ricordo che nelle inserzioni è presente una stima di consegna quindi contatta il venditore solo dopo aver superato il limite massimo di quella stima.

Qualora il problema non sia risolvibile o il venditore risulti indisponente, contatta l’assistenza eBay o procedi aprendo una contestazione su paypal (qualora avessi pagato con il tuo conto paypal).

Regole sulla restituzione


Hai deciso il metodo di spedizione più sicuro per non incorrere in rischi inutili o perché sei un pessimista incallito. Bene, adesso guarda un po’ le informazioni sulla restituzione e il reso in caso di oggetto sbagliato (o diverso), difettoso, o di una misura troppo grande (e viceversa).

Solitamente gli ottimi venditori, offrono una politica di reso di circa 14 giorni (lavorativi) come da normative vigenti in Europa. Qualche furbetto accorcia però questa tempistica che comunque non è valida per i prodotti aperti, usati o in caso di prodotti facilmente degradabili (come il cibo).

Dai sempre un’occhiata a questa sezione dell’inserzione perché è importante capire cosa è possibile fare in caso di reso e se sono previste spese per la restituzione.

In genere le spese di restituzione sono a carico dell’acquirente ma alcuni venditori si accollano queste spese, e in caso di pagamento attraverso il conto paypal, sarà paypal a pagare tali spese.

Procedere ai pagamenti


La maggior parte dei venditori offre i pagamenti con paypal perché è un metodo molto sicuro e facilita la compravendita. Se non conosci come funziona paypal leggi questo post. In ogni caso puoi pagare con la tua prepagata, o con una carta di credito attraverso il circuito paypal, quindi non è obbligatorio aprire un conto su paypal che, tra l’altro, ricordo essere gratuito.

Pagare con paypal

Se il venditore offre questo metodo di pagamento, sappi che puoi fidarti perché in caso di non ricezione del bene, potrai aprire una contestazione e vederti tornare indietro i soldi spesi.

Sappi che scegliendo di pagare con il proprio conto paypal, avrai tanti servizi in più, come la tutela della privacy, il rimborso delle spese di spedizione in caso di reso e tanto altro ancora.

Se il venditore non dovesse offrire paypal come metodo di pagamento, vuol dire che c’è qualcosa che non va. Quindi evita di comprare da questo venditore oppure chiedi, ove possibile, di pagare con contrassegno.

Pagare con Contrassegno

Sono pochissimi i venditori che offrono il contrassegno come metodo di pagamento. In questo caso il pagamento avverrà solo alla consegna in contanti al corriere. Quindi ci si può fidare tranquillamente, salvo le spese di contrassegno siano troppo alte. In genere oscillano dalle 5€ alle 10€ in più sul totale. Comunque sia è un metodo di pagamento molto sconveniente sia per l’acquirente che per il venditore. Ma in alcuni casi necessario poiché non si dispone di una prepagata, o di un conto paypal per effettuare i pagamenti online.

Pagamenti con bonifico bancario

Pagare con bonifico bancario dal proprio home banking è veramente comodo e semplice, ma certe volte conviene diffidare da questo metodo di pagamento perché eBay non può tracciarlo e se il venditore non è onesto può intascare i soldi aprendo anche una controversia nei tuoi confronti per oggetto non pagato, così oltre al danno pure la beffa!

Metodi di pagamento alternativi

Se il venditore ti chiede di pagare l’oggetto (o gli oggetti) al di fuori dei metodi di pagamento più comuni, stai attento, molto probabilmente vuole provare a truffarti.

Su eBay le regole sono molto severe, e quando un venditore ti chiede di pagare la merce con metodi di pagamento alternativi a quelli presentati, o illegali, si va contro le regole di eBay e in caso di truffa eBay non potrà rispondere ai danni procurati all’acquirente. Per questo motivo invita a non accettare metodi di pagamento diversi da quelli utilizzati comunemente.

Conclusioni

Se hai letto tutto l’articolo da ora in poi sarai più consapevole e pronto per affrontare i tuoi futuri acquisti su eBay in sicurezza. Da adesso in poi sarà molto difficile incappare in truffe o problemi perché sai tutto quello che devi controllare, quello che devi fare e ciò che devi evitare prima di effettuare un acquisto.

Se credi che ti sia stato di aiuto, mi faresti felice cliccando su +1 Google qui in basso o condividendo il post su twitter e facebook. Se hai bisogno di qualche altro consiglio chiedimi pure nei commenti. A presto!

 



Vendere su eBay ed essere il migliore: risultati assicurati


Vuoi ottenere il 100% dal tuo negozio eBay, massimizzando le vendite e triplicando il fatturato?
In questo articolo ti guiderò per ottenere il massimo dalle tue inserzioni per vendere su eBay. Ciò che imparerai servirà per ottimizzare le tue inserzioni e migliorare la tua reputazione, quindi: più vendite, più fatturato, più guadagni.

Sei pronto? Cominciamo!

Conoscere le migliori tecniche per vendere su eBay cambierà la tua politica aziendale: i risultati saranno straordinari.

Fai attenzione.

Su internet troverai tantissimi articoli su come migliorare le prestazioni di un negozio eBay ma nessuno di questi sarà in grado di dare una svolta alla tua carriera di eBayer.

C’è chi ti dirà che è necessario spendere tanti soldi per avere migliori risultati, e quindi va a finire che ci si affida a queste fantomatiche agenzie online che fanno tutto al posto tuo. In questo modo non avrai imparato nulla e al prossimo problema tornerai a chiedere loro, spendendo altro denaro, perché purtroppo non sai da dove cominciare.

Sei convinto che bisogna uscire tanti soldi per essere il migliore? Io credo proprio di NO.

Ci sono anche agenzie che funzionano, per carità, ma i costi sono così alti che il gioco non vale la candela.

Per riuscire a migliorare le prestazioni del tuo negozio eBay servirà solo un po’ di impegno e tanta pazienza.

La ricetta per il negozio eBay perfetto: pochissimi la conoscono, ancor meno la usano, ma tu farai scuola agli altri.

Ci riuscirai e non dovrai spendere migliaia di €. Dopo questa lettura sarai in grado di ottimizzare il tuo negozio su eBay, triplicando il tuo fatturato.

Provare per credere!

Questi sono i punti dove si dovrà intervenire:

  1. Branding
  2. Politica dei prezzi
  3. Spedizioni
  4. Assistenza
  5. Inserzioni
  6. Immagini

#1 – Riuscire a fare branding di qualità su eBay

Il tuo negozio è l’estensione di un’attività fisica di successo e hai aperto un negozio online su eBay per fare branding? Bravo! Puoi passare allo step successivo.

Se invece è la tua prima volta, oppure hai iniziato da poco, la cosa che ti consiglio di fare è quella di rivedere il brand del tuo negozio.

Dare un nome semplice al negozio

Il nome del negozio, indipendentemente dal settore merceologico che tratti, deve essere diretto, corto e facile da ricordare. Meglio se inerente a ciò che vendi.

Certo non fare l’errore di scrivere “le monellerie comiche di zio Tom” se stai vendendo giochi comici, meglio usare un nome più corto come “Tom’s Toys” ovvero i “Giocattoli di Tom“. Questo discorso è valido per chi non vende un marchio nello specifico e vuole fare branding con il proprio negozio su eBay.

Se hai già creato un brand per il tuo negozio, o vendi prodotti di un solo marchio, è più indicato creare un nome inserendo il brand che promuovi.

Dopo aver deciso il nome del negozio, fai una ricerca su internet e vedi se esiste già. Qualora esista, molto probabilmente non sarà disponibile su eBay quindi è importante verificare prima la sua esistenza così da evitare che ti crolli il mondo addosso quando provi a inserirlo per il tuo negozio e ti compare un messaggio di errore.

Creare il logo del negozio

Detto questo, se il tuo nome è originale e disponibile su eBay, procedi a registrarlo e incomincia a creare un logo. Non pensare di fare branding senza un logo grafico…

Nel branding sono le immagini che catturano il cliente, puoi avere il nome più originale o stupido del mondo (in base ai punti di vista), non riuscirai mai a fare branding senza un logo serio e d’impatto. Vedi eBay che ha registrato un grandioso successo con un logo molto semplice. Adesso prova ad immaginare cosa sarebbe stato eBay senza un logo…

Bando alle ciance, se sei in grado di produrre un logo in autonomia hai sicuramente una marcia in più.

Diversamente non disperare, ti aiuto io, contattami: parlami del tuo progetto (come deve essere, come vorresti il tuo logo); in poco tempo mi metterò all’opera per produrre il tuo logo. Alla fine pagherai la somma pattuita in partenza. Geniale no?

Email marketing

Non sottovalutare le email che arrivano all’acquirente. Sono fondamentali per il branding. Per modificarle ed inserire il tuo contenuto originale vai su:

  1. Il mio eBay.
  2. Sposta il cursore sulla scheda Account finché non appare il menu a discesa Strumenti di marketing.
  3. Clicca sul link Email di marketing.

Adesso procedi e seleziona i modelli da modificare. Sicuramente è bene avere un contenuto originale per l’email di Benvenuto e fissare almeno una email periodica per la newsletter. Solitamente questi due modelli sono già creati da eBay per cui ti consiglio di procedere alla modifica inserendo un contenuto accattivante.

Modifica anche i modelli di email che arrivano automaticamente quando un acquirente procede all’acquisto.

  1. Clicca su Preferenze di programmazione.

Spunta la casella “aggiungi il logo alle email” e modificane il contenuto come meglio credi.

Feedback

I feedback, altra bella storia.

Bisogna sempre ricambiare un feedback al cliente che ha espresso un apprezzamento. Non fare l’errore di lasciare i commenti di feedback predefiniti perché a lungo andare non ti ripagheranno in termini di branding. Lascia personalmente i tuoi feedback e fa in modo che siano sinceri e diversi tra loro. Se hai una mole importante di feedback da lasciare, ti consiglio di spuntare la casella dei feedback automatici (nella sezione preferenze di programmazione) inserendo dei commenti predefiniti cordiali e sensati (che coccolano il cliente).

Social

Collega il tuo negozio alle pagine ufficiali su Facebook, Twitter e Google Plus. Aggiorna le pagine dei social periodicamente. Oggi giorno la maggior parte degli utenti/acquirenti staziona puntualmente sui social per buona parte della giornata. Fare branding sui social è una pratica indispensabile per avere successo nelle vendite. Ti consiglio di leggere Creare una pagina Facebook di successo.

#2 – Politica dei prezzi su eBay

Arrivato fin qui, hai fatto buona parte del lavoro sporco. Hai dato un nome al negozio, una identità attraverso un logo grafico e una struttura coerente con tutte le impostazioni modificate in precedenza. Procediamo quindi a dare vita alla politica aziendale sui prezzi per massimizzare le vendite.

Spedizione gratuita o a pagamento?

Il dilemma che attanaglia ogni venditore su eBay. La faccio breve, ci sono due fattori da considerare: settore e ricarico.

Settore

La spedizione è variabile in base al settore. Se si spediscono libri ad esempio, vi saranno delle tariffe di spedizione speciali, per cui è anche possibile (in base al ricarico disponibile) offrire una spedizione gratuita. Certo le spese di spedizione saranno diverse se dovrai spedire una lavatrice…

Ricarico

Se sugli oggetti che vendi c’è un buon ricarico, e il costo della spedizione toglie solo una piccola porzione dal tuo margine di guadagno, è bene offrire una spedizione gratuita magari aumentando un po’ il prezzo. Oppure puoi offrire una spedizione gratuita per un minimo d’ordine.

I clienti sono più propensi ad acquistare i prodotti anche ad un prezzo maggiore ma con spese di spedizione gratuite. Io sono il primo!

Quindi a patto che settore e ricarico te lo permettano, ti consiglio vivamente di offrire sempre la spedizione gratuita (dopo vedremo come risparmiare) perché sarà un punto a tuo favore che determinerà una scalata tra i primi risultati di ricerca su eBay.

Qualora non puoi offrire la spedizione gratuita per via del tuo ricarico troppo basso, allora inserisci spese di spedizioni realistiche e competitive. Non fare l’errore di guadagnarci dalle spese di spedizione, non è una buona pratica e a lungo andare ti penalizzerà.

Come produrre un prezzo competitivo

Hai deciso quale sarà la tua politica di spedizione e adesso stai pensando al prezzo da offrire al pubblico, soprattutto se quello che vendi è da te prodotto e quindi non sai di quanto ricaricare.

Bene! Considera il settore merceologico che vendi e vedi quali sono le tariffe che trattiene eBay. A questo punto decidi quanto vuoi guadagnare e applica questa formula che sicuramente ti sarà di grande aiuto:

Costo (costo di produzione e/o acquisto) + margine di guadagno (quanto ci vuoi guadagnare) + IVA (qualora tu sia esente salta il passaggio) + (tariffa in % ebay x 2) + (tariffa in % paypal x 2 + 0,35€).

Generalmente questa formula indica un valore ottimale che ti fa guadagnare una cifra leggermente più alta del margine da te deciso. Quindi hai la possibilità di giocare sul prezzo finale per migliorarne la competitività. Qualora le spese di spedizione siano incluse, ti consiglio di aggiungerne il prezzo nel costo di produzione.

Puoi notare che chi apre una partita iva in regime dei minimi è sicuramente più avvantaggiato perché non può aggiungere IVA e quindi può offrire un prezzo più competitivo. Stesso discorso vale per chi invece ha un volume d’affari elevato, tanto da risparmiare sulle tariffe paypal, qualora tutti i clienti paghino con paypal.

#3 – Spedizioni

Sì ne abbiamo già parlato, ma non nello specifico. Adesso capiremo come risparmiare e quali accorgimenti adottare per comparire tra i primi risultati di ricerca.

Offrire una spedizione sicura

I clienti vorrebbero sempre acquistare con una spedizione tracciabile. Ebbene se puoi includere il costo nel prezzo finale, offrendo così la spedizione gratuita, fallo senza pensarci due volte. Altrimenti offri la spedizione ad un costo ragionevole, meglio se reale.

È sconsigliato inviare pacchi e buste con posta prioritaria perché potrebbero perdersi e non arrivare al destinatario e non essendo tracciabili non potrai sapere realmente che fine hanno fatto. Ci sono però diversi corrieri che offrono una spedizione con prioritaria tracciabile ma consiglio questo metodo di spedizione solo per oggetti leggeri, piccoli e di poco valore.

Come risparmiare sulle spedizioni

Se hai una partita Iva puoi risparmiare notevolmente sulle spedizioni. Poste Italiane sicuramente sarà il luogo dove richiedere le prime informazioni. Successivamente potrai contattare tutti gli altri operatori del settore e chiedere un preventivo gratuito. In questo modo potrai fare un confronto sui prezzi.

È logico che il prezzo dipende molto dal peso degli oggetti che vuoi inviare e dalla mole di spedizioni che effettui mensilmente o annualmente.

Cercherò di fare un post apposito sui servizi online e i corrieri disponibili sul mercato così da capire qual è il più conveniente. Quindi seguimi per aggiornamenti! 😉

Come promesso ecco un articolo su due servizi di spedizione che potresti cominciare ad utilizzare per la tua attività: Risparmiare sulle spedizioni online [IoInvio, SpedireWeb].

Accorgimenti da adottare su eBay

Per eBay un venditore che offre la spedizione nello stesso giorno lavorativo della vendita (o al massimo il successivo) è diverso da un venditore che spedisce dopo diversi giorni dalla vendita. Quindi nelle tue inserzioni, se puoi farlo, inserisci la spedizione nello stesso giorno lavorativo della vendita. In questo modo risulterai tra i primi posti nella ricerca.

In caso di spedizione gratuita il feedback sulla spedizione sarà sempre a 5 stelle perché il cliente non può modificarlo, è un valore automatico ideato per tutti i venditori che offrono la spedizione gratuita. Questo si traduce in una migliore reputazione nel tempo, reputazione che su eBay conta particolarmente.

La spedizione gratuita è uno dei fattori che sembra influire sulla posizione nei risultati di ricerca eBay.

#4 – Assistenza

Benissimo! Il tuo negozio sta prendendo forma e si sta sempre più professionalizzando. Quando finirai l’articolo sarai diventato un esperto!

Perché è importante l’assistenza?

Offrire un’assistenza su misura vuol dire essere vicini ai problemi degli acquirenti. Questo si traduce in professionalità, qualità e affidabilità. I 3 fattori che determinano l’acquisto nel tuo negozio piuttosto che in un altro. Quindi perdi un po’ di tempo, sii sempre vicino ai tuoi clienti e risolvi i loro problemi quando chiedono aiuto.

Buone norme di assistenza

Quando un cliente acquista per la prima volta, è consigliato inserire nel pacco un messaggio di benvenuto. Per questo motivo sarà molto utile creare un piccolo database con la lista dei tuoi clienti e i loro dati ad esempio: nome, cognome, data primo acquisto ecc… In questo modo potrai cercarli di volta in volta e capire se hanno acquistato altre volte o sono nuovi clienti.

Non lasciare attendere il tuo cliente troppo tempo

Ti arriva un messaggio da parte di un tuo cliente, oppure una domanda su un oggetto, in un momento in cui sei fuori e non hai il tempo di dare una risposta dettagliata. Non fare l’errore di non rispondere subito facendolo aspettare ore. Una pratica intelligente da attuare sempre è quella di rispondere immediatamente con un messaggio del tipo “Abbiamo preso in carico la Sua richiesta, cercheremo di rispondere nel più breve tempo possibile alla Sua domanda“.

In questo modo prendi tempo e non lasci in 13 il tuo cliente che ha già preso l’impegno con te e si aspetta una risposta a breve.

Descrivere il servizio di assistenza in ogni inserzione

Nelle tue inserzioni oltre a descrivere bene l’oggetto, è buona norma descrivere anche il servizio di assistenza che si offre: cosa succede in caso di recesso, in quanto tempo si risponde, quando è possibile contattare, come raggiungere il servizio di assistenza, ecc…

Non sottovalutate questo aspetto, perché non tutti gli utenti su eBay sono geni e riescono a contattare l’acquirente.

Una chicca: sembra che i venditori che offrono una politica di reso più ampia siano in qualche modo privilegiati nei risultati della ricerca. Così come i Venditori Affidabilità Top che hanno raggiunto un livello di qualità dei feedback piuttosto alto (quasi sempre 5 stelle).

#5 – Realizzare un’inserzione di successo

Siamo arrivati al clou della guida. Adesso ti chiedo maggiore attenzione perché la realizzazione di un’inserzione determina almeno il 50% del successo nelle vendite.

Come realizzare un’inserzione efficace

Esistono tanti servizi utili per realizzare una buona inserzione, ed eBay con la sua area professionale e l’applicazione Turbo Lister aiuta molto. Ma la classica inserzione preconfezionata non è il massimo.

Quando crei un’inserzione devi valutare tantissimi aspetti, per questo ti consiglio sempre di passare al modulo avanzato se stai utilizzando un modulo d’inserzione semplificato.

Il titolo

L’inserzione deve avere un titolo coerente e completo. Non importa se lo scrivi tutto in maiuscolo, ciò che importa è inserire le corrette parole chiave che definiscono l’oggetto in ordine d’importanza.

Ad esempio: se stiamo vendendo una camicia di cotone che presenta una fantasia floreale con un colore tendente al blu, il nostro titolo sarà più o meno così “Camicia di Cotone Fantasia Floreale Blu“.

Quindi utilizzeremo le parole chiave nell’ordine che descrivono l’oggetto e come vogliamo che questo venga cercato. L’errore da non fare è scrivere un titolo del genere “Camicia con fiori colorati disegnati in cotone di colore blu“.

Quando creiamo un titolo dobbiamo ricordarci che la maggior parte degli utenti su internet effettuano ricerche per parole chiave, e se inserisci troppe congiunzioni e preposizioni nel mezzo della frase, perderai sicuramente diverse posizioni nei risultati della ricerca.

Questo non significa che bisogna scrivere un titolo pieno zeppo di parole chiave, perché il titolo diverrebbe piatto e poco professionale oltreché andrebbe contro le regole di eBay.

Per cui quando si crea un titolo, è bene perdere un po’ più di tempo per dare all’oggetto un titolo degno di nota: corretto nell’impostazione ed efficace allo stesso tempo.

Le immagini

Dedicherò un sezione a parte mentre qui ti darò alcuni consigli pratici. Inseriscine più che puoi e fa in modo di presentare l’oggetto da diverse prospettive. In alcuni settori solo la prima immagine è gratuita. Un consiglio che mi sento di darti è quello di effettuare un collage di foto così da raggruppare più foto in un’unica immagine. Alrimenti puoi sfruttare la sezione “Descrizione” per inserirne di più; vedremo dopo come fare.

La descrizione

Eccoci arrivati, adesso il gioco si fa duro e come ben sai, i duri cominciano a giocare!

La descrizione è l’aspetto fondamentale della vendita su eBay. Migliore sarà la descrizione, più alta sarà la conversione all’acquisto.

Una descrizione ben fatta riesce a catturare l’acquirente che non guarda più al prezzo, soprattutto se è diverso di pochi euro con la concorrenza, ma apprezza il lavoraccio che c’è stato dietro e la chiarezza della descrizione, oltre alla grafica d’impatto o meno che vogliamo dare.

Quindi la parola chiave di una buona descrizione è la Chiarezza.

Più una descrizione è completa ed elaborata, più l’acquirente avrà fiducia e procederà all’acquisto.

Detto questo, il consiglio che ti do è quello di inserire quante più informazioni possibili nella descrizione. Informazioni non solo relative all’oggetto, ma anche informazioni sulla spedizione, sui pagamenti, sul reso, sull’assistenza, ecc…

Bisogna quindi rendere chiaro tutto il processo di acquisto.

Nel modulo d’inserzione avanzato hai due opportunità di modifica della descrizione e sono: Standard e HTML.

Quella nella quale puoi inserire di tutto e di più, tanto da personalizzare l’inserzione come desideri, è l’HTML. Per chi non sapesse cosa significhi HTML, faccio presente che è un linguaggio di programmazione web.

Adesso mi dirai ma per quelli che non sono afferrati con questo linguaggio e che non capiscono nulla sulla programmazione? Benissimo!

Sì possono utilizzare le applicazioni offerte da eBay, che però non sono un granché. Puoi chiedere la mia assistenza e con una manciata di euro sarò felice di produrre la tua inserzione personalizzata in HMTL5 e CSS3 – le versioni più aggiornate dei linguaggi di murkup per la formattazione e impaginazione del web.

Ah dimenticavo! Con l’HTML potrai aggiungere anche le immagini nella descrizione, come ti avevo detto in precedenza

 #6 – Quanto contano le immagini su eBay

Beh, qui ci sarebbe un bel discorso da fare, ma inizio subito col dire che le immagini influenzano più di ogni altra cosa l’inserzione.

Su internet si vende con le immagini, la prima cosa che un cliente guarda è l’immagine, subito dopo il titolo e dopo ancora la descrizione. Quindi puoi notare tu stesso quanto peso abbiano le immagini nel successo di una vendita.

La qualità

Le immagini devono essere di alta qualità. Sembra che eBay dia priorità nella ricerca alle inserzioni con immagini di alta qualità.

Come fare una foto

Per fare una foto di qualità senza passare dal fotoritocco, che impiega parecchio tempo, è bene fare una ottima foto sin da subito.

Fotocamera

Sicuramente una fotocamera in alta definizione è quello che potrà aiutarti nell’impresa. È importante avere uno strumento professionale perché ti permetterà di perdere meno tempo e di dare più vita alle immagini; questo si traduce in una maggiore vendita.

Se non puoi permetterti una fotocamera professionale per la tua impresa, puoi utilizzare uno di questi smartphone di ultima generazione che fanno delle foto di buona qualità. (Considera che il prezzo è pressoché lo stesso)

Inquadratura

Riprendere l’oggetto da più prospettive è molto importante, perché nella vendita online il cliente purtroppo non tocca con mano l’oggetto, per cui vedere un set di immagini completo agevola la propensione all’acquisto.

Esposizione

La luce è fondamentale per una foto perfetta. Per questo motivo dobbiamo scattare le immagini alla luce del sole (quando possibile), soprattutto tra le ore 11 e le 13 perché i Lux generati dalla luminosità solare sono più intensi.

Alternative

Una alternativa valida alla luce solare è un sistema All In One. Parlo di questi piccoli studi fotografici nati proprio per agevolare il commercio online. Quello che mi sento di consigliare è il seguente Ministudio Sanoto.

Questo oggetto è disponibile in 4 dimensioni (per lo più per oggetti grandi quanto una borsa) e ha un prezzo commerciale che parte da 60€ fino a 180€, davvero economico.

Ci sono anche alternative più economiche ma non offrono la qualità e le prestazioni del Ministudio Sanoto che a mio avviso ha il miglior rapporto qualità/prezzo.

Compralo direttamente su Amazon e seleziona quello delle dimensioni più adatte alle tue esigenze.

Conclusioni

Sei arrivato alla fine, complimenti!

Sicuramente adesso sai molto di più di quanto sapevi prima e stai fremendo dalla voglia di mettere in pratica tutto quello che hai imparato. Ma, un ultimo consiglio che mi sento di dare, o meglio, ridare è quello di perdere un po’ di tempo nella produzione delle tue inserzioni e di avere tanta pazienza. Non buttarti a capofitto a sperimentare. Cerca di ragionare su tutto quello che hai letto e segui passo passo ogni consiglio utile che hai trovato in questa guida, senza correre perché chi corre troppo prima o poi inciampa.

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