Vendere

118 commenti on Vendere senza partita iva su internet

    • Ciao Marco, se vendi saltuariamente senza partita IVA (online) non avrai obbligo di rilasciare una ricevuta fiscale ma dovrai conservare le fatture per un ipotetico controllo della guardia di finanza. Dopodiché al momento della dichiarazione dei redditi dovrai inserire l’importo incassato come fonte di altri redditi (qualora tu presentassi già una dichiarazione dei redditi per il primo lavoro) e se il caso aprire la partita IVA. Saranno quindi tassati gli importi dichiarati direttamente sulla dichiarazione dei redditi in quanto svolgendo attività di vendita occasionale non sei soggetto ad IVA. È logico che se questa attività non sia più di tipo occasionale e gli importi incassati comunque superino i 5000€ netti, bisognerà aprire partita IVA con tutti gli oneri connessi.

      Alla specifica domanda che mi hai posto io risponderei di no, poiché non avendo partita IVA e valutando la tua attività come occasionale non dovresti pagare IVA. Cosa che invece avviene di norma per le imprese con partita IVA che emettono fattura con IVA e quindi percepiscono l’imposta sul valore aggiunto da versare allo Stato nella quantità richiesta che solitamente viene sottratta da quella già pagata con l’acquisto dei prodotti – merce (in caso di rivendita – commercio) o del materiale (in caso di artigianato). Non è così semplice per questo motivo è opportuno affidarsi ad uno specialista competente.

      Esempio: Ami creare oggetti con le tue mani. Una volta creati, desideri venderli e riesci a trovare uno o più acquirenti. Vendi questi questi oggetti e rilasci una ricevuta fiscale (online non obbligatoria). Conservi comunque le ricevute e alla fine dell’anno solare fai i conti di quanto incassato. Se hai già un primo lavoro e i redditi percepiti dalla vendita occasionale di questi oggetti non supera i 5000€ netti allora potrai aggiungere gli incassi alla tua dichiarazione dei redditi per essere in perfetta regola con lo Stato. Se invece vendi abitualmente questi oggetti o hai superato anche con poche vendite occasionali i 5000€ netti allora dovrai aprire una partita IVA ed ottemperare a tutti gli obblighi fiscali in base alla attività da te svolta.

      Spero di esserti stato d’aiuto! 😉

  1. Nico

    Salve, se invece vendo beni acquistati alle aste giudiziarie, dove ho già pagato l’IVA , la plusvalenza la devo dichiarare nei redditi? Devo aprire partita iva?

    • Ciao Nico, per quanto riguarda la vendita di beni da te citati l’iter è un po’ diverso. Occorre intanto distinguere tra beni mobili e immobili. In ogni caso se decidi di vendere questi oggetti in modo continuativo e in regime commerciale, sarà logica l’apertura di partita IVA con codice ATECO specifico per l’attività svolta. Inoltre l’IVA già pagata sugli oggetti verrà scontata da quella a pagare.

      Se si tratta di beni immobili allora dovrai informarti per capire se l’immobile da te acquistato è soggetto a tassazione, sicuramente dovrai sostenere le spese sulla plusvalenza, ma occorre verificare con un professionista questa eventualità. Occorre poi dichiarare il valore della plusvalenza nella categoria dei “redditi diversi”. Ma ti ripeto occorre valutare bene con un professionista di cosa si tratti e se questa è soggetta a tassazione ordinaria. Nell’eventualità poi è possibile far adottare dal professionista la tassazione con imposta sostitutiva, che risulta più vantaggiosa.

      Per i beni mobili è logico aprire la partita IVA qualora la tua fosse un’attività svolta in modo continuativo e superi l’importo lordo di 6400€/annui come da legge. Se non soddisfi nessuno dei precedenti requisti basterà dichiarare questi redditi percepiti nella tua dichiarazione dei redditi, così come consigliato nel commento precedente.

      A presto! 😉

    • Ciao Aldo, sì hai detto bene, stesso ragionamento. Ricordati però che in caso di produzione propria, in seno alla dimensione della produzione e al lordo incassato dovrai aprire partita Iva con regime a te più confacente, svolgendo regolare attività d’impresa.

      A presto! 🙂

  2. Gioia

    Buongiorno, dopo aver lettto il Suo bel articolo vorrei fare una domanda alla quale non ho ancora trovato risposta. Supponiamo che Tizio (lavoratore dipendente) abbia l’occasione di acquistare da un’azienda uno stock di prodotti ad un prezzo interessante e decida di comprarli per rivenderli su internet. La sua sarebbe un’attività di commercio occasionale, che non richiede dunque l’apertura di P.IVA, ma Tizio è comunque tenuto a pagare le tasse sul suo profitto. Ora supponiano che abbia acquistato un prodotto a 10, con regolare fattura, e lo abbia rivenduto a 15… Ciò che non mi è chiaro è:
    1. quando effettua la vendita, Tizio deve emmetere una rcevuta fiscale?
    2. Se si, che importo deve indicare nella ricevuta? L’incasso totale di 15, o solo il suo profitto di 5?
    3. nella dichiarazione dei redditi, tra i redditi diversi, che importo va indicato? Se va indicato il ricavo di 15, come si può stornare il costo di 10 sostenuto per l’acquisto?
    4. il profitto di 5 va a sommarsi ai redditi da lavoro dipendente e viene tassato alla relativa alla relativa aliquota IRPEF?

    Grazie mille per le informazioni che riuscirà a farmi avere!

    • Salve, grazie mille per aver posto questi quesiti. Cerco subito di dare risposta nei limiti delle mie conoscenze.

      Partiamo dal presupposto che se acquisti un stock con l’intenzione di rivenderlo, sicuramente non può trattarsi di attività di tipo occasionale anche se si svolge una volta sola. Ciò nonostante potresti però rientrare nella categoria.

      1. Tizio quando effettua una vendita online non ha obbligo di emettere ricevuta, salvo richiesta esplicita di fattura da parte del cliente. In questo caso non possedendo partita IVA, occorrerà emettere ricevuta con il proprio codice fiscale e dovrà rispettare alcuni criteri ai fini legislativi.
      2. In ogni caso l’importo da dichiarare in fattura sarà l’intero incasso, tenendo presente che occorrerà indicare la percentuale IVA e l’imponibile sulla quale essa è applicata. A meno che l’individuo non è soggetto ad IVA perché opera con regimi fiscali particolari; in questo caso occorrerà specificarlo in fattura.
      3. Nella dichiarazione dei redditi, tra i redditi diversi, dovrà essere indicato il ricavo. Ma questo accade quando si svolge un’attività a prestazione occasionale. Nella fattispecie per lo stock di prodotti sembra sia considerata attività d’impresa perché acquistato con l’intenzionalità di rivendere. Pertanto i rimando ad un commercialista preparato.
      4. Sì, ma se si tratta di prestazione occasionale che non supera comunque i 6400€ lordi in compensi e/o non è svolta con sistematicità, non occorrerà pagare contributi INPS. Ma questi compensi dovranno essere dichiarati nella sezione altri redditi e faranno cumulo per la relativa aliquota IRPEF.

      Ad ogni modo il consiglio più sincero che ti do è quello di fissare un appuntamento con un commercialista e verificare nei particolari quanto detto.

      A presto! 🙂

  3. Antonio C.

    Salve, complimenti per l’articolo molto interessante.
    Ne approfitto per porre anche io qualche domandina:
    Se non ho un reddito in quanto studente, ma ho la passione per la scultura e vendo online statuette per un incasso annuo minore di 5000 €, non devo aprire partita iva, ma mi chiedo, come faccio a dichierare l’incasso?? Devo fare la dichiarazione dei redditi oppure si aggiunge a quello di famiglia??
    Nel caso in cui un cliente mi richiedesse ricevuta fiscale, come fare?
    Bisogna specificare in fase di creazione dell’annuncio il fatto che sia una produzione artigianale senza partita iva??
    Nel caso in cui decidessi di iniziare a vendere con questa modalità, posso mettere (per assurdo) 200 inserzioni su ebay??
    Grazie e ancora complimenti per tutto.

    • Ciao Antonio, ti ringrazio per i complimenti!
      Rispondo subito alle tue domande…
      Non avendo un reddito da lavoro autonomo professionale e/o dipendente, tutto ciò che farai, se non sarà inquadrato come attività di impresa, si tratterà di lavoro occasionale. In questo caso dovrai attenerti alle normative vigenti (ovvero percepire un massimo di 5000€ netti in compensi annuali, l’occasionalità della o delle prestazioni, ecc…).
      Nel tuo caso specifico si tratterà di artigianato che è già un settore regolamentato a parte e che possiede diversi vantaggi. In ogni caso superata la somma lorda di 5000€ (netti) di compensi dovrai iscriverti alla gestione separata INPS e pagare i contributi a percentuale predefinita e solo sull’eccedenza. Cioè a partire dai compensi generati dopo i 5000€ netti.
      Diversamente, e quindi mantenendo i requisiti del lavoratore occasionale, sarai considerato in termini di legge un lavoratore esentasse.
      In genere chi svolge un’unica attività con prestazione occasionale non dovrà fare obbligatoriamente una dichiarazione dei redditi mentre chi ha già un lavoro dipendente e offre prestazioni occasionali per avere un guadagno extra, allora dovrà dichiarare i compensi percepiti nella sezione “altri redditi” del Modello Unico persone fisiche.

      Pertanto:

      1) No, non devi aprire partita IVA se non superi 5000€ netti in compensi annuali però la vendita online di solito non viene considerata come attività di tipo occasionale anche se la vendita vera e propria si manifesta occasionalmente.
      2) No, non sei obbligato a fare una dichiarazione dei redditi se non superi la somma di cui sopra. Nella fattispecie, se non superi 4800€ non sei soggetto a tasse di nessun genere. Mentre non dovrai versare alcun contributo INPS fino a 5000€ (netti) di compensi.
      3) No, non si aggiunge ai redditi di famiglia poiché superata la soglia di 2.840,51€ in compensi non sarai più a carico dei tuoi genitori e gli stessi perderanno la relativa detrazione fiscale. Pertanto qualora non supererai i compensi detti in precedenza non avrai l’obbligatorietà di presentare una dichiarazione dei redditi. Ma potrai pur sempre presentarla.
      4) Nel caso in cui un cliente ti richiedesse una ricevuta fiscale ti servirà un modello da compilare, che puoi trovare su internet (basta cercare su google “modello ricevuta lavoro occasionale”) oppure andando in un negozio che vende oggetti per ufficio, e il tuo codice fiscale.
      5) Non dovresti avere obblighi di genere, però se vuoi inserirlo fallo pure.
      6) Se metti 200 inserzioni su eBay secondo me si tratta di attività di impresa con uno scopo ben preciso e quindi ti consiglio di valutare l’apertura di una partita IVA nel regime dei minimi e organizzare per bene la tua attività.

      Spero di averti chiarito un po’ le idee.

      A presto! 😉

  4. Andrea

    Salve, dopo aver letto l’articolo molto interessante e grazie al quale ho chiarito alcuni miei dubbi, scrivo questo commento sperando che grazie alle tue conoscenze puoi chiarirmi qualche altro dubbio che ancora ho.
    Come premessa, ti anticipo che io vorrei creare un sito web turistico, semplice e molto intuitivo relativo alla mia zona in cui vivo e promuoverla in questo settore. La mia idea è quella di inserire all’interno di questo sito degli spazi dove una struttura del luogo (b&b, casa vacanze, affitta camere, piccoli negozi di souvenir, etc) possono inserire il loro logo con relativo link al loro sito in cambio di un compenso mensile. Da dire che queste strutture posso anch’esse essere senza P. Iva in quanto ad esempio affitta camere occasionali.
    La mia domanda è questa: vorrei sapere bisogna aprire la P. Iva per gestire questo tipo di sito web? O comunque vale il discorso dei famosi 5000 €?
    Inoltre un’altra possibilità, a cui ho pensato, è la donazione PayPal, cioè dare la possibilità ad una struttura di inserire logo e link in cambio di una donazione PayPal, come funziona in questo caso a livello fiscale?
    Grazie per tutto e complimenti al sito.
    Andrea

    • Ciao Andrea, grazie mille per i complimenti! 🙂
      La tua domanda è molto interessante e cercherò di dare una valida risposta al quesito.

      PRIMA IPOTESI

      Se apri un sito web per promuovere il luogo a te caro non devi aprire partita Iva e non dovrai coprire i relativi oneri fiscali di un’attività d’impresa. Salvo che questo sia solo un sito web (blog) di promozione e senza scopo di lucro.

      SECONDA IPOTESI

      Dal momento in cui desideri monetizzare il traffico del tuo sito web inserendo degli spazi pubblicitari dovrai metterti in regola con il fisco.
      Di solito infatti si procede redigendo un business plan dove si mettono nero su bianco diversi dati fondamentali, come un’analisi di mercato e l’ipotesi di fatturato in 1, 2 o più anni inoltre si valuta se pagando tutte le spese fisse (come hosting, tasse, ecc…) vi sia un guadagno o comunque una convenienza. Questo concerne la fattibilità del progetto se esso non conviene in termini economici allora sicuramente non è fattibile.

      Quindi se intendi aprire il sito web turistico con lo scopo di guadagnare dovrai per forza di cose prendere un appuntamento con un consulente che potrà fornirti maggiori dettagli sulle procedure per metterti in regola con il fisco.

      TERZA IPOTESI

      Se apri un blog e inserisci degli spazi pubblicitari per i B&B e gli affittacamere in cambio di una donazione allora il mio consiglio è quello di chiedere maggiori informazioni ad un esperto circa la costituzione di un’associazione culturale senza scopo di lucro. Con un’associazione culturale potrai usufruire di importanti agevolazioni ma anche in questo caso dovrà essere tutto rendicontato e dovrà essere aperta una posizione Iva.

      QUARTA IPOTESI

      Questa ultima ipotesi potrebbe essere per te molto interessante. Apri il sito web turistico, poi chiedi l’iscrizione a google adsense per inserire la pubblicità (che potrebbe anche non essere accettata). Sospendendo il pagamento dei compensi troverai sul tuo conto il saldo accumulato di mese in mese. Dopo 12 mesi di rodaggio vedi quanto hai accumulato e se questo importo supera le spese relative all’apertura e al mantenimento di una posizione Iva procedi mettendoti in regola con il fisco e richiedi il pagamento dei tuoi compensi a google. Diversamente ti consiglio di lasciar perdere inizialmente il guadagno. Apri il sito e analizza i risultati ed il traffico dopo 12 mesi e poi abbozza un progetto di business solo se ne vale veramente la pena.

      Spero di averti dato qualche informazione in più.

      Rimango a tua disposizione, a presto! 😉

  5. Alexander Cozzani

    Salve, volevo innanzitutto congratularmi per l’articolo, chiaro e ben fatto. Sono un ragazzo di 17 anni e sto per compierne 18 e con un mio amico è da tanto che vorremmo vendere online o meno diversi oggetti, a partire da telefoni ( brand cinesi in crescita) a un marchio di abbigliamento creato da noi. Sono a conoscenza della necessità della partita iva, ma non siamo ben indirizzati su come e queli siano i veri conti da sostenere. Siamo a conoscenza della partita iva con regime dei minimi con tassazione sul guadagnò del 5% ma poco più. Le sarei grato se potesse indirizzarci meglio sulle modalità di aperture e costi fissi da sostenere.

    Cordiali saluti, Alex.

    • Ciao Alexander, ti ringrazio per i complimenti. La vendita di cellulari, anche se cinesi, varrà un certo giro d’affari pertanto dovrai iniziare con l’apertura di una partita Iva. Io purtroppo non posso fornirti moltissime indicazioni poiché non sono un commercialista, però posso sicuramente darti dei consigli circa le domande da porre ad un bravo commercialista della tua zona. In genere un appuntamento informativo è a costo zero per cui cerca su internet un commercialista nella tua zona e fissa con lui un colloquio informativo presentandogli il tuo progetto.

      Non dimenticare di far presente che vuoi vendere cellulari cinesi (per cui richiedi maggiori informazioni sull’Importazione dall’estero), che vorresti sfruttare il regime dei minimi in società con un amico (chiedi maggiori info proprio sul regime dei minimi poiché non è più al 5% bensì al 15%, può essere ridotto al 5% solo per un periodo limitato; chiedi pure i costi legati ad una società e quali sono le novità e le agevolazioni per te e il tuo amico).

      In linea di massima, soprattutto inizialmente i costi da sostenere sono relativi all’apertura della partita Iva, all’iscrizione nel registro delle imprese, alla merce da acquistare, al luogo dove depositare la merce (ad esempio canone di locazione del magazzino), compenso commercialista, apertura negozio online (hosting, webmaster – in questo caso potrei aiutarti -, ecc…).

      In secondo luogo ci saranno delle spese fisse e delle spese variabili da sostenere che sono proporzionate al tuo fatturato e agli interventi/investimenti che farai. Non è possibile ipotizzare su due piedi quanto è necessario in termini economici per svolgere la tua attività, poiché non so cosa vuoi fare di preciso e come vuoi gestire il tutto. Pertanto ti consiglio di prendere sin da subito un appuntamento con un bravo commercialista.

      Se non vuoi andare subito da un commercialista, perché magari ancora non ti senti pronto e vuoi conoscere maggiori informazioni, ti consiglio di andare presso il tuo comune di residenza e chiedere se è presente un servizio che fornisce informazioni sull’occupazione, la formazione, l’orientamento e la promozione dei giovani artisti e su tutti i campi di interesse giovanile. In questo caso potrai avere tutte le informazioni che desideri inoltre avrai un tutor che ti seguirà passo passo informandoti subito sulle ultime novità e agevolazioni nell’ambito dell’imprenditoria giovanile.

      Spero di averti dato qualche nozione in più. 😉

  6. Paolo

    Cerco di giustificare le pretese dello stato, ma non ci riesco; Produco per Hobby oggetti diversi: candele profumate, oggetti inglobati in resina trasparente, incisioni artistiche su vetro, e altre cose.-
    Le mie considerazioni partono dal fatto che quando acquisto le materie prime nel prezzo è inclusa l’IVA al 22%, (e penso che non sia poco), quando vendo queste materie prime trasformate dal mio lavoro, dovrei versare allo stato un ulteriore 22% del valore a titolo IVA, per un totale del 44%.-
    In sostanza, chiunque faccia una vendita di oggetti creati autonomamente, in maniera saltuaria e occasionale, deve sapere che ha un socio, che sfrutta il suo lavoro, ma che non partecipa in nessun modo, sta nell’ombra, pronto ad azzannarti ferocemente se ti azzardi a escluderlo dai tuoi miseri guadagni.-
    Questo è la funzione dello Stato, per poter mantenere privilegi e bella vita a chi lo rappresenta.-
    Credo che limitare le vendite di questo tipo a 5.000 euro annue, senza assoggettarle alle tasse, sia ingiusto e venga recepito come un invito a non dichiarare nulla e comportarsi in modo scorretto, (abbiamo buoni maestri), in attesa che le cose vengano riviste e modificate.-
    Paolo

    • Ciao Paolo, se le tue produzioni sono solo un hobby non dovresti avere problemi col fisco in quanto non dovresti superare la soglia dei 5000€ annui per cui non dovresti versare alcunché. Si potrebbe poi discutere su questo limite che per molti è davvero basso. Anche io sono d’accordo con te, effettivamente l’artigianato andrebbe stimolato per bene così che tutti possano esprimere la loro creatività senza tanta burocrazia che pone dei limiti oggettivi, soprattutto all’inizio.

      Grazie comunque per il tuo contributo che rende più ricco questo blog. 😉

  7. Marco

    Salve

    Sono un carrozziere dipendente e conoscendo molti fornitori di pezzi di ricambio e facendo parte di un gruppo di auto sportive ho ricevuto alcune richieste dirette dal gruppo per l’ acquisto di alcuni pezzi di ricambio direttamente da me.
    La mia idea sarebbe:

    Non oltrepassando il limite di legge vorrei acquistare alcune turbine nello specifico da due aziende produttrici fornendo loro il mio codice fiscale per ricevuta che verrebbe intestata quindi a me.

    Ponendo il limite di legge dei 6.000 euro lordi annui, se non erro è questo, e un rapporto di discontinuità con queste due aziende (in quanto non posso prevedere ogni quanto acquisterei da loro in base alle richieste dei miei amici o del gruppo di cui faccio parte interessato alle auto sportive – 3 o 4 pezzi al massimo al mese potrebbe andare bene?) come devo e posso gestire correttamente questo extra parallelo al mio lavoro da dipendente di una carrozzeria?

    Le chiedo di indicarmi nello spicciolo i semplici passi e norme, limiti e quantitativi da rispettare per procedere con correttezza e realizzare un extra applicando la mia passione lavorativa.

    Inoltre nel 730 ho capito che indicherei il guadagno realizzato ma non ho capito quale è la tassazione applicata su esso, giusto per rendermi conto di quanto poi dovrei sottrarre all’effettivo guadagno indicato nel 730.

    La ringrazio per il supporto dimostrato

    • Ciao Marco, purtroppo non posso indicarti nello spicciolo tutto ciò che devi fare poiché si tratterebbe di un servizio di assistenza specifico e io non sono un commercialista. Però posso aiutarti in tal senso chiarendoti un po’ le idee.
      Innanzitutto la tua è un’ottima idea ma sappi che dal momento in cui acquisti un prodotto con l’intenzionalità di rivenderlo non importa se non raggiungi i limiti previsti per legge, che sono di 6400€ lordi per prestazioni occasionali, ma dovrai aprire una partita IVA e regolarizzare la tua posizione. Inoltre devi verificare che nel tuo contratto di lavoro non sia presente una clausola che ti vieti l’apertura di una partita IVA in concorrenza con il datore.

      Come vedi l’argomento è un po’ insidioso per cui ti consiglio vivamente di chiedere un parere professionale ad un buon commercialista nella tua zona.

      Rimango a disposizione. 😉

      • Marco

        Ok grazie innanzi tutto…preciso che non farò stoccaggio ne magazzino….nè comprerò prodotti inserisco i loro prodotti e li metto nel’è commerce …quindi non acquisterò nulla ho esclusiva e basta….vendere prodotti loro non commercializzati qui al nord e guadagnerò eventualmente solo a percentuale sul venduto , per quello oleo sapere se posso realizzare il sito e vedere se gira , poi di conseguenza se mi rendo conto che funziona allora affrontare le spese di apertura p.iva e tutto i, resto ..Grazie ancora
        E se mi dai eventuali dritte su chi appoggiarci per creazione sito gratis per il momento
        Grazie Grazie. …
        Marco

        • Ciao Marco, tu puoi provare a fare qualsiasi cosa vuoi. Io devo dirti per forza di cose quali sono i requisiti per iniziare un’attività in regola. Questo genere di attività che mi stai indicando adesso potrebbe essere definita come Drop Shipping, ovvero la vendita di un prodotto senza che tale sia nel tuo magazzino.

          Per il sito invece, come ho già risposto purtroppo gratis non otterrai nulla. Io posso aiutarti a sviluppare l’intero progetto online.

          Rimango a disposizione. 😉

  8. marco

    Grazie mille…la mia domanda è la seguente: se acquisto questi prodotti per modificarli e verniciarli prima di rivenderli quindi con anche un servizio aggiuntivo che va ad aggiungersi al mero prodotto acquistato poiché personalizzato rispettando il limite degli euro 6400 lordi potrebbe andar bene?
    mi rivolgero comunque ad uno specialista sperando di poter trovare la migliore soluzione poiche non posso aprire p.iva

    • Di nulla, figurati! 🙂
      Potresti anche ordinare il prodotto a nome del cliente e poi farti pagare la mano d’opera per la personalizzazione che in questo caso “dovrebbe” rientrare nella categoria delle prestazioni. Prova ad andare da un buon commercialista e ascolta i suoi consigli.

      • marco

        bene perfetto, grazie ancora per queste chiarifiche. Che significa ordinare il prodotto a nome del cliente?
        sono io che a ordine effettuato pago con postepay o altri mezzi normalissimi….Con “ordinare a nome del cliente” intende che paga lui al fornitore?non ho ben capito..
        Se volessi aprire p.iva i costi under 35 quali sono in media annui?a conti fatti mi hanno riferito sui 5.000 €…mi sembrano davvero tanti…

        • Sì Marco, significa che il cliente acquista direttamente il pezzo con i suoi dati e poi tu aggiungi la somma pattuita per la personalizzazione. A conti fatti dovresti verificare il piano commerciale da un commercialista poiché è impossibile fare ipotesi senza avere riferimenti precisi su uscite ed entrare.
          A proposito di regime fiscale agevolato per gli under 35, tieni a mente che l’età è uno solo dei requisiti per usufruire di questo regime agevolato.

  9. Marco

    Buona sera e complimenti per le risposte esaustive che dai….avrei bisogno di sapere una cosa…sono disoccupato ho un progetto di vendita online di prodotti tipici Sardi con una azienda con cui potrei collaborare con la formula di guadagnare con le percentuali a seconda dei prodotti venduti….quindi se vendesi online una bottiglia di vino avrei il 5 o 10% di guadagno….e via anche per tutto il resto del catalogo….quindi mi darebbero questa esclusiva per il nord italia e gestirei il sito e commerce in questo modo..
    Devo aprire partita Iva? Devo registrarmi alla CAMERA di Commercio di Milano? Se provassi a vedere come gira il tutto e mi rendessi conto che esco dai 5000 euro posso successivamente aprire la partita Iva in un secondo momento?? E regolarizzare il tutto?? Inoltre ti chiedo chi online da spazi gratis per aprire siti online?- quali sono i migliori?…
    E ultima cosa per il riscontro devo inserire anche i metodi di pagamento o mi faccio fornire le coordinate bancarie e inserisco quelle dell’azienda che mi da le esclusive..
    Grazie di tutto quello che mi potrai dire in merito..
    Marco

    • Ciao Marco, purtroppo a tutte le tue domande devo rispondere con un bel NO. Ufficialmente non puoi iniziare nessuna attività commerciale che si svolga con abitualità e che sia svolta con l’intenzionalità di comprare per rivendere senza aver adempiuto agli obblighi di legge previsti. Ma il tuo caso specifico potrebbe riferirsi ad una sorta di affiliazione o ad un Drop Shipping. Per questo ti rimando ad un buon commercialista per conoscere più informazioni sui regimi fiscali da adottare per questo genere di attività.

      Quindi se vuoi iniziare un’attività in regola devi aprire la partita IVA e devi registrarti alla Camera di Commercio di Milano, con tutto ciò che ne consegue.
      Se poi volessi provare, a tuo rischio e pericolo, puoi farlo tranquillamente; potresti però andare incontro a sanzioni qualora venga effettuato un controllo dalla guardia di finanza.

      Per il negozio online se vuoi effettivamente vendere e guadagnare non puoi di certo affidarti a spazi gratuiti perché non porteranno a niente. L’hosting, ovvero lo spazio online, che reputo migliore è quello di Siteground che è il servizio dove è hostato questo blog. Ne parlo nel dettaglio in questa recensione.

      Dopo aver scelto l’hosting dovrai cercare un tecnico che metta in piedi lo store. In questo caso non dovrai andare tanto lontano perché io posso assisterti in tutte le fasi concernenti la costruzione e l’avviamento dell’ecommerce.

      L’ultima risposta riguarda la tua richiesta sui metodi di pagamento. Solo dopo aver individuato il regime fiscale potrai scegliere il metodo di pagamento. Se a te viene riconosciuta una percentuale per la gestione e la vendita del negozio online mentre tutto fa capo all’azienda allora dovrai inserire le coordinate bancarie aziendali e stipulare con loro il contratto per tutelare le tue provvigioni. Se invece l’ecommerce sarà tuo e quel 5%, 10% sarà solo il tuo margine di ricarico allora dovrai considerare i pagamenti a te diretti ma a questo punto, visti i tuoi molteplici dubbi, ti consiglio vivamente di chiacchierare con un buon commercialista sul progetto.

      Spero di averti chiarito un po’ le idee. 🙂

  10. david

    Buongiorno, grazie mille per l’articolo, estremamente utile e ben realizzato…

    vorrei solo chiedere una cosa se posso, ho intenzione di iniziare un’attivita’, aprire la partita iva solo se e’ conveniente, mi spiego, prendo uno stock all’ingrosso di 10 cavi per provare a vedere se riesco a rivenderli su ebay, se ha successo allora la apriro’. Nel mentre che io decida di aprirla, i miei dubbi sono questi:

    posso emettere una ricevuta? fiscale e non? perche’ se l’acquirente mi chiedesse la fattura per sgravarsi l’iva nel caso in cui sia commerciante, io non posso fornirgliela giustamente, in questo caso cosa si fa? lo specifico nell’annuncio che non posso emettere fattura? e’ regolare ammettere questa cosa? ho paura che io stia dichiarando praticamente che sono un evasore….oppure non lo sono?

    ebay continua a dirmi che non sarei evasore fiscale in quanto loro mi danno una fattura della vendita, ma io credo sia una fattura solo per il loro servizio offerto, poi me la devo vedere io con la legge sull’importo di cio’ che vendo, lo dovro’ dichiarare nella dichiarazione dei redditi immagino.

    per ora non ho altri dubbi…grazie mille in anticipo

    • Ciao David, grazie mille per i complimenti! 🙂
      Se hai intenzione di avviare un’attività devi aprire la partita IVA. Se vuoi fare semplicemente una prova falla pure, ma se dovessero fare un controllo dovrai giustificare la cosa.

      La ricevuta fiscale puoi emetterla in qualsiasi momento, inoltre nel commercio elettronico non è obbligatoria. Puoi addirittura emettere fattura se hai aperto un conto paypal business. Sempreché hai già aperto una partita IVA.
      Per i tuoi dubbi purtroppo non posso darti una risposta precisa e onde evitare che ti dica qualcosa di incorretto ti chiedo cortesemente di fare visita ad un buon commercialista nella tua zona ed ascoltare i suoi consigli.

      Per tutto il resto rimango a tua disposizione. 😉

  11. Alessandro

    Buongiorno complimenti per il suo articolo molto esplicativo..
    Volevo chiarirmi le idee perché non riesco a capire se sono un soggetto che deve o meno fare la partita iva.
    Attualmente sono un lavoratore dipendente e per hobby restauro lampadari, svolgo tramite licenza mercatini dell’antiquariato a titolo di hobbista, ho annunci su siti di vendita on line dove vendo questi prodotti. Ora vorrei avere una pagina internet mia dove aver tutti questi oggetti insieme, ma non venderli on line, l’idea è quella che mi serva solo come base per eventuali contatti e per vendite dirette (di persona) diciamo una sorta di pubblicità. Posso farlo senza incappare in problemi?
    Grazie del suo tempo..
    Devo avere la partita iva?

    • Grazie Alessandro!
      In base a ciò che mi hai scritto credo, ma non sono sicuro, che potresti tranquillamente aprire un sito web vetrina a patto che tu non venda attraverso questo sito web. L’ideale sarebbe una pagina facebook.
      Per gli annunci che hai sui siti di vendita, in base all’occasionalità della vendita (che in questo caso non è del tutto rispettata) dovresti fare a meno dell’apertura della partita IVA. Devi però dichiarare gli introiti derivati da questa attività nella dichiarazione dei redditi nella sezione altri redditi. Chiedi conferma ad un buon commercialista nella tua zona.

      A presto! 😉

  12. Fabio

    Buonasera! Innanzitutto complimenti per l’articolo ben scritto e ben organizzato.
    Vivo a New York e studio qui da 3 anni, dopo aver ricevuto decine e decine di richieste di info da amici e anche da tanta gente che non conoscevo, che mi bombardano di domande su come trovare una scuola, come iscriversi e su come fare il visto, ho deciso che forse potrei sfruttare la cosa con un sito dove offrirei il servizio di consulenza e svolgimento delle pratiche del visto, per chiunque voglia venire a studiare a New York, praticamente la gente va sul sito, sceglie la scuola, inserisce i dati, e io farei tutta la procedura con la scuola e invio dei documenti a casa loro.
    Le mie domande sono: essendo ufficialmente residente in Italia, a chi pago le tasse? In quale paese registro il mio sito e a chi richiedo la partita IVA? Posso registrare il sito e pagare le tasse nel paese in cui e’ piu’ conveniente o sono vincolato dal fatto che sia residente in Italia?
    Grazie mille in anticipo!

    • Ciao Fabio, ottima domanda!
      Se risulti residente in Italia e svolgi l’attività di consulenza per l’Italia dovresti attenerti alle normative italiane in fatto di fisco. Puoi comunque usufruire di regimi fiscali agevolati poiché la consulenza nel tuo caso è occasionale. In realtà non è però così semplice come sembra, ti ho voluto dare una risposta diretta ma occorre analizzare il caso più a fondo.

      Per verificare le informazioni che ti ho appena scritto ti consiglio comunque di consultare un buon commercialista poiché la situazione è molto delicata e non essendo io un commercialista non vorrei averti dato un’informazione non proprio corretta.

      Rimango a disposizione. 😉

  13. renato

    salve un informazione sono un tartufaio amatoriale e di tanto in tanto potrei vendere dei tartufi tramite un sito che si prende una percentuale delle vendite effettuate posso vendere senza iva?? ho il tesserino per la raccolta tartufi che pago con una tassa annua regionale

    • Ciao Renato, il tuo quesito è molto interessante. In questo caso non sei tu ad effettuare direttamente la vendita al cliente finale ma il venditore. Si tratta esattamente di conto vendita. Non puoi considerare l’attività come occasionale perché c’è l’intenzionalità della vendita anche se si svolge in alcuni periodi dell’anno. Prova a capire meglio cosa ti sta offrendo questa azienda e soprattutto di cosa si tratta: conto vendita, acquisto dei prodotti all’ingrosso per la rivendita oppure vetrina per te.

      Valuta la consulenza di un buon commercialista per comprovare quanto scritto. 😉

  14. Francesca

    Ciao, avrei una domanda 🙂
    Ho un blog di eco bio-cosmesi e guadagno con le affiliazioni.
    Adesso vorrei provare a sfruttare le mie conoscenze e la mia esperienza nel campo offrendo una consulenza a pagamento e dare consigli sui cosmetici da usare per i diversi tipi di pelle, come gestire eventuali piccole problematiche e come orientarsi nel mondo della bio-cosmetica.
    Devo aprire partita IVA?
    Grazie mille..

    • Ciao Francesca, il tuo caso è molto simile a quello di Fabio cambiano i contenuti. Potrebbe trattarsi di occasionalità ma ti consiglio vivamente di chiedere un parere ad un buon commercialista della tua zona. 😉

  15. George

    Ciao! io vorrei fare una landing page e fare qualche campagna pay per click,
    dove promuovere la mia attività di fotografo non professionista e occasionale per book fotografici o servizi matrimoniali.
    Siccome non ho idea di chi possa rispondere o quanti servizi possano venirmi commissionati, si può considerare come prestazione occasionale? magari (molto magari) se mi avvicino ai 5000€ mi blocco e stop. Della serie se mi contattano valuto e faccio, altrimenti amen. Secondo te è fattibile senza partita iva?

    • Ciao George, molti si fanno forti sul tanto discusso limite dei 5000€ netti annui ma non sono solo questi a determinare l’apertura di una partita IVA. Tutto ciò che inizia con organizzazione e intenzionalità di vendita deve per forza di cose essere regolarizzato dal punto di vista fiscale. L’occasionalità non è semplicemente un lavoro fatto ogni tanto ma è un lavoro che è capitato, non è stato cercato né è stata fatta promozione di capacità e competenze da professionista.

      Per chiarire meglio questo concetto ti faccio un esempio:
      Sei in fila al panificio ad attendere il tuo turno, senti parlare due clienti che stanno cercando qualcuno per fare alcuni scatti in occasione di una festa privata, tu, che sei capace di svolgere questo compito, ti fai avanti e ti offri volontario per svolgere questo incarico. Il cliente del panificio accetta. Questo è un tipico lavoro occasionale, cioè capitato per caso.

      Quando si inizia un’attività in genere si sta facendo una prova, che poi in Italia sia comunque richiesto il pagamento delle tasse anche se non sarai in grado di fatturare è un fattore che incide. Ma regolarizzando l’attività se farai anche solo 2/3 lavori all’anno non potrà considerarsi occasionale perché l’occasionalità viene meno quando c’è l’intenzionalità e la promozione. Semplicemente le cose ti saranno andate male o tu non sarai stato in grado di promuovere la tua attività come un vero professionista. A meno che questi 2/3 lavori siano stati sufficienti, in termini di compensi, ad ottenere un utile.

      Nel tuo caso specifico il fotografo può essere inquadrato in 2 modi differenti: libero professionista, artigiano. In entrambi i casi devi consultare un commercialista di fiducia per poter discutere quale sia l’inquadramento più idoneo e favorevole alla tua attività. In ogni caso chiedi del regime dei minimi, qualora tu abbia i requisiti per usufruirne otterrai vantaggi interessanti.

      Se poi vuoi comunque fare l’attività senza regolarizzare la tua posizione fiscale, sarai libero di svolgerla ma devi essere consapevole dei rischi che corri.

      Spero di averti chiarito qualche dubbio. A presto! 😉

  16. Ale

    Ciao. È molto tempo che cerco di capire quali sono i requisiti per poter vendere abbigliamento tramite Instagram. Ad esempio: devo avere partita iva? Devo avere un vero e proprio e-comerce? Ecc.
    Posso avere informazioni a riguardo?
    Grazie in anticipo

  17. Annalisa

    Ciao, sono una studentessa fiscalmente ancora nello stato di famiglia con i miei genitori. Avrei bisogno di un suggerimento . Ho aperto da poco un account sul sito Redbubble.com che si occupa di vendita online di grafiche da stampare su alcuni oggetti (t-shirt, cover ecc..). Ho inserito dei loghi e a volte qualcuno (sparso nel mondo) compra, il sito redbubble mi manda una mail con l’importo lordo guadagnato ogni volta che qualcuno compra qualcosa. Non so stimare un guadagno per questa mia attività del tutto occasionale e non riesco a capire come e se si dichiarano i redditi di questo mio hobby. Premetto che non ho partita iva poiché il sito non richiede di averla per inserire i loghi all’interno del database ma solo una mail collegata ad un account Paypal. Ho cercato su internet ma non riesco a capire come tali entrate, che è impossibile quantificare in anticipo, siano classificate.

    Grazie della disponibilità.

    • Ciao Annalisa, il tuo caso è molto interessante. Devi innanzitutto capire in che modo il sito di cui parli pubblica e veicola i tuoi prodotti grafici. In ogni caso l’arte grafica è pur sempre arte. In definitiva il tuo operato se non supera i criteri previsti all’apertura della Partita Iva allora puoi considerarlo come attività occasionale. Solo che dal momento in cui questi prodotti sono sempre disponibili e pronti alla vendita verrebbe meno l’occasionalità dell’attività, che non si basa sulla mera vendita.
      Ovvero tu puoi anche vendere 1/2 auto all’anno ma hai un concessionario di automobili per cui fai questa attività con professionalità. Semplicemente per te è stata un’annata da cancellare. Non è possibile considerare la vendita di poche automobili come occasionale.
      Stesso discorso vale per i tuoi progetti. Tutto dipende da come vengono venduti sul sito i tuoi prodotti. Non importa che la vendita avvenga 1/2 volte l’anno ma il solo fatto che tu l’abbia creati con l’intenzionalità della vendita implica l’apertura della Partita Iva.

      Detto ciò, devo tranquillizzarti poiché se trattasi di cifre irrisorie, nell’ordine dei 100€/mese, non rischi nulla. Si tratta di una ipotesi ovviamente. Devi comunque consultare un commercialista per verificare la veridicità di quanto scritto.

      In ogni caso gli introiti vanno dichiarati, nel tuo caso specifico, nella dichiarazione dei redditi dei tuoi genitori. Spero di averti chiarito un po’ le idee così che tu possa consultare un commercialista con maggior consapevolezza e serenità. A presto! 😉

  18. Antonella artuso

    Ciao un amico marocchino vorrebbe vendere cosmetici e artigianato qui in italia. Aprirebbe una societa’ in marocco.Potrebbe inviare a me i prodotti e io man mano li spedisco ai clienti ..? Questo per nn far pagare tantissimo di spedizione…Può vendere dal suo sito in Italia?grazie mille per la risposta!!!!

    • Ciao Antonella, purtroppo non conosco le leggi marocchine pertanto ti consiglio vivamente di fare visita ad un commercialista esperto per approfondire la questione.

  19. Giuseppe

    Salve, io sono uno studente di 18 anni, e da quando avevo 10 anni mi occupo di riparazioni di Pc, magari quello dei miei famigliari o di qualche parente… adesso data l esperienza, credo che per guadagnare qualcosina tramite questo lavoro non sia niente male. Premettendo che sono senza Partita Iva.
    Punto 1: ho pensato di fare Assitenza Pc a Domicilio, quindi avevo intenzione di creare una Pagina Facebook che indicasse il Numero di Telefono e cosa so fare, è legale?
    Punto 2: Una landing page su internet con i servizi di Assistenza Pc – Realizzazione Siti Web che mostrano solo cosa posso fare, senzs mettere prezzi ecc.. ecc.. richiede partita IVA?

    • Ciao Giuseppe, sarò molto diretto:

      1) Hai pensato bene, una pagina su facebook dove fai sapere agli altri cosa sai fare è un buon inizio per farti conoscere.
      2) Una landing page è la stessa cosa di una pagina su facebook ma che non ti consiglio visto che stai iniziando praticamente adesso e non lo stai facendo in modo organizzato.

      Svolgi i tuoi lavoretti quando ne hai occasione sfruttando i vantaggi del lavoro occasionale, quando terminerai gli studi prosegui nel tuo scopo e organizzati come un imprenditore magari aprendo una piccola bottega dove inizi ad offrire assistenza e riparazione nel settore informatica.

  20. aldo22

    Salve….come hobby posso preparare pizzette fatte in casa per poi venderle a DOMICILIO? QUALI PERMESSI O REQUISITI CI VOGLIONO…NON APRIRE PART.IVA PERCHÉ VORREI FARLO UNA VOLTA A SETTIMANA?? SI PUÒ E A CHI DEVO CHIEDERE.

    • Ciao Aldo, se il tuo è un hobby potresti di tanto in tanto e con occasionalità vendere le tue pizzette ma se il principio è quello di fare pizzette con lo scopo di venderle non importa quante e come le venderai ma occorrerà seguire l’iter per la regolare la tua posizione fiscale.

      Spero di averti chiarito le idee. A presto! 😉

  21. Antonio

    Salve, la ringrazio per tutte le informazioni che fornisce. Io avrei una domanda da farle. Sono appassionato di grafica e vendo da molti anni i miei disegni, che realizzo con un software (sono immagini vettoriali), tramite un’agenzia di microstok. Posseggo già un sito web dove sono pubblicati i miei lavori con il link per l’acquisto presso l’agenzia dove sono iscritto. Vorrei però avere anche la possibilità di venderli direttamente sul mio sito web. Sarò costretto ad aprire la partita IVA? Cosa mi consiglia?

  22. SERGIO

    Buonasera, sono un ex rivenditore in dropship, ex perchè avevo partita iva e l’ho chiusa, attualmente sto collaborando nuovamente con la stessa ditta che mi spedisce la merce(io non ho magazzino, faccio solo da tramite), ma non ho un negozio, inserisco annunci sui siti di annunci gratuiti, è necessaria la p.iva se guadagno 5000€ annui? Grazie in anticipo.

    • Ciao Sergio, in questo caso se ho capito bene dovresti essere inquadrato come un incaricato alle vendite. In Italia gli incaricati alle vendite hanno un regime fiscale speciale molto interessante. Di solito dovresti avere un margine di 6400€ annui lordi (5000€ netti) ma devi capire come questa azienda ti ha inquadrato poiché dovrà gestire la tua contabilità al fine di risultare in regola con il fisco. In ogni caso ti consiglio di approfondire con un buon commercialista, di solito per una domanda del genere non chiedono un compenso.

  23. Antonella B

    Buon giorno, mi sono letta attentamente tutti gli articoli per capire se è possibile promuovere un’attività di servizi (sono appassionata di arredamento) senza dovere aprire subito Partita Iva, con tutti gli annessi che sarebbero estremamente onerosi, senza però avere nessuna previsione di successo. MI spiego meglio: se posso prestare la mia attività senza P.IVA presso vari studi professionisti con l’attenzione di non superare i € 5.000/anno, producendo progetti e disegni, perchè non posso farlo on-line? Nella mia testa c’è che se arrivo a superare questo limite di guadagno, sarei proprio felice di aderire a tutti gli obblighi derivanti dal regime fiscale. In effetti coloro che realizzano manufatti artigianali possono promuovere le loro vendite “limitate” su piattaforme specializzate, perchè io non potrei vendere le mie idee, che per il momento non costituirebbero un impegno professionale continuativo?

    • Ciao Antonella, di solito quando si vuole approfondire è bene leggere la fonte, in questo caso la normativa vigente in fatto di lavoro occasionale. I 5000€ netti annui sono solo uno degli aspetti da considerare nel lavoro occasionale ma non l’unico.

      La questione da te posta è molto interessante, ma per quanto riguarda internet il legislatore è momentaneamente carente in questa direzione.

      Il lavoro occasionale è concepito come tale quando non si superano i 30 giorni lavorativi per lo stesso committente, non si superi il limite economico imposto e trattasi di occasionalità quando il lavoro non è organizzato e non v’è intenzionalità.

      Devi sapere che non tutti i settori sono regolamentati allo stesso modo. Se la tua è arte, allora dovrai considerarti artigiana e per gli artigiani il regime fiscale è diverso. Nella fattispecie puoi aprire la partita IVA e lavorare con serenità senza gli oneri fiscali che pesano di norma sugli imprenditori/commercianti (tasse, ecc…) che intendono svolgere un’attività professionalmente e prevedono utili importanti.

      Il mio consiglio: Verifica innanzitutto il tuo settore, dopodiché prendi un appuntamento con un commercialista esperto e poni lui le domande del caso sul regime fiscale adatto alla tua attività. Vedrai che senza troppi problemi riuscirai a regolarizzare la tua posizione in modo tale che convenga a te e sia a norma di legge.

      Per tutto il resto, iniziare a impiegare le proprie competenze e capacità sfruttando il lavoro occasionale è oramai una consuetudine ma tieni in considerazione i riferimenti dati dal legislatore su tale opportunità onde evitare problemi con il fisco.

  24. Buongiorno e complimenti per l’articolo.
    Ho letto tutti i commenti e vorrei fare una domanda spero semplice.
    Sono dipendente a tempo indeterminato e nel tempo libero, occasionalmente, mi chiedono di riparare computer o oggetti simili (mi capita una volta al mese).
    Supponiamo che ripari un computer e debba cambiare l’hard disk perché guasto. Tipicamente emetto una ritenuta d’acconto per i miei servizi ma per l’hard disk che sostituisco? Ci vorrei ricavare un piccolo guadagno e non “girarlo” al cliente finale. Posso farlo come cessione di bene?
    Il costo da me sostenuto per l’acquisto della parte può essere detratto in dichiarazione dei redditi?
    La ringrazio per il consiglio.

    • Buongiorno a te Daniele, faccio una premessa: personalmente posso darti un consiglio ma per avere una consulenza seria ti chiedo di contattare un buon commercialista.

      Al tuo posto io non sapendo esattamente come gestire questo genere di rivendita, perché di ciò si tratta, sfrutterei l’affiliazione. Ovvero il cliente acquista il prodotto, ad esempio su Amazon, io che sono un affiliato invio il mio link al prodotto direttamente al cliente e riceverò una percentuale sulla transazione effettuata. Si tratta pur sempre di piccole percentuali ma è una pratica più semplice da effettuare in quanto non gestisci direttamente la vendita ma ricevi sostanzialmente una provvigione che poi andrai a dichiarare nella sezione altri redditi della tua dichiarazione dei redditi da dipendente.

      Spero di averti dato un’idea. Per rispondere alle tue domande occorre il parere di un esperto per questo motivo non mi sono preso questa responsabilità.

      A presto! 😉

  25. Gianfranco Ortu

    Ciao e complimenti per l’articolo.
    La mia passione è la montagna. La mia idea è vendere dei file digitali (e-roadbook di percorsi) su un sito web dedicato all’outdoor. La domanda è: occorre che apra una nuova partita Iva oppure è possibile farlo successivamente, una volta che vedo il traffico sul sito ed il numero di download dei file digitali?

    • Ciao Gianfranco e grazie mille per i complimenti!
      La risposta che cerchi con molta probabilità la puoi trovare nei commenti. Ad ogni modo trattasi di vendita, devi prima di tutto inquadrare il settore e successivamente passare da un buon commercialista per verificare quale migliore regime fiscale è applicabile. Per quanto riguarda il test è logico che ogni individuo si prende la responsabilità di ciò che fa. Però io consiglio sempre di farlo poiché solamente dopo aver testato qualcosa si è più sicuri o meno di avviare o non avviare un’impresa. Ma rimane pur sempre un consiglio. 😉

  26. Flavio

    Buongiorno e complimenti per l’articolo molto interessante. Vorrei porle una domanda, sperando di chiarire il mio dubbio. Ho intenzione di creare un sito web finalizzato alla valorizzazione di un territorio (attrazioni turistiche, itinerari, etc.). Tra le sezioni del sito vorrei anche inserire le “attività” del luogo: ristorazione, hotel, etc. Alle attività commerciali chiederei un piccolo contributo annuo per la visibilità sul portale (non si tratta di un banner ma di una vera e propria pagina web dedicata a ciascuna attività). Si tratterebbe quindi di fare un giro porta a porta tra le varie attività commerciali e proporre, se interessati, il progetto.
    – Se rimango sotto i 5000 € posso operare come prestazione occasionale?
    – Se sì, posso operare come prestazione occasionale anche se sono un lavoratore dipendente?
    – Potrei farmi aiutare da qualcuno anche se il sito internet è intestato a me?
    Grazie mille e ancora complimenti 🙂

    • Buongiorno a te Flavio e grazie mille per i complimenti! 🙂

      La domanda che poni è molto precisa. Ti chiedi se sviluppando un business di promozione pubblicitaria sia possibile fare a meno dell Partita IVA.

      Ti rispondo subito:
      Anche se ti tenessi sotto la soglia dei 5000€ netti annui, che è in ogni caso uno dei requisiti e non l’unico, dovresti comunque aprire la Partita IVA perché c’è l’intenzionalità e l’organizzazione dietro tutto ciò. La prestazione occasionale è per l’appunto una prestazione di lavoro esercitata una tantum e casualmente. Se ti fai un giro presso le attività commerciali a chiedere un piccolo contributo non si tratta più di occasionalità poiché non è casuale l’incontro.

      Spero di aver chiarito qualche dubbio. 😉

  27. Renato

    Ciao e complimenti per l’articolo, che ha risposto ad alcune mie domande. Me ne rimane tuttavia una che esprimo esponendo il mio caso.
    Ho realizzato per hobby un software che ho messo gratuitamente a disposizione online. La mia gratificazione deriva unicamente dall’effettiva diffusione, cioè dall’utilità di questo software. Il software prevede l’uso di scorciatoie da tastiera per raggiungere le varie funzioni (tipo Control-S, Alt-3, ecc). Per semplificarne l’uso vorrei distribuire degli adesivi applicabili ai tasti della tastiera, sui quali sarebbero riportati i nomi delle funzioni associate ai vari tasti. (Questa foto mostra un esempio di adesivi simili a ciò che intendo: http://media.soundonsound.com/sos/aug05/images/protools3keyboardstickers.l.jpg )
    A differenza del software, che è gratuito, gli adesivi saranno messi in vendita poiché io stesso li ho pagati per farli realizzare.
    Per dare un’idea delle cifre in gioco stimo una vendita di un paio di adesivi al mese al costo di circa 5 euro ciascuno per un totale di ben 120 euro all’anno 🙂
    Considerate le cifre in gioco non ha senso pensare ad una posizione IVA, tuttavia si tratta pur sempre di rivendita di materiale nuovo, fatto realizzare da me allo scopo di venderlo. Il fine ultimo tuttavia è quello di promuovere la diffusione di un software gratuito. Posso vendere questi adesivi online senza P.IVA?

    • Ciao Renato, complimenti a te per la genialatà! 😀

      Il mio consiglio è quello di veicolare il tuo software come hai sempre fatto e offrire all’utente la possibilità di versare un contributo libero (donazione) per sostenere il tuo talento e in cambio tu potresti inviare a casa gli adesivi (o il file da stampare). In questo modo lasci l’utente libero di contribuire alla causa. Avrai comunque la gratificazione ma sicuramente otterrai riscontro dalle donazioni per migliorare il tuo software, il regalino degli adesivi è un modo carino per premiare coloro che ti sosterranno.

      A presto! 😉

  28. giovanni

    Salve,
    compro oggetti usati su internet e li rivendo.
    Come faccio ad aprire una p.iva? non compro con fattura, sono oggetti di privati che se ne disfano, come li rivenderei? come merce che arriva dal nulla? A cosa serva la P.iva se rivendo una sedia pagata 10 euro a 15 euro, ma l’ho comprata senza ricevuta?

    • Ciao Giovanni, vedo che c’è molta confusione. Innanzitutto la Partita IVA serve per pagare allo Stato l’IVA che i tuoi clienti versano (se applicata) al momento dell’acquisto dell’ipotetica sedia da 15€ che deve essere venduta con IVA inclusa. Perché nel tuo caso c’è l’intenzionalità di rivendere ciò che hai acquistato.

      Se la tua attività si volge in modo occasionale, allora vai tranquillo ma con prudenza.

      Se la tua attività è, come fai intendere, di tipo abituale, occorre regolare la posizione fiscale.

  29. Lorenzo

    Posso guadagnare da privato senza partita iva vendendo un articolo, diciamo un gadjet, solo contestualmente ad un evento unico e della durata di due settimane? Aggiungo.. la vendita verebbe fatta on-line, magari anche su ebay, e l’obiettivo sarebbe 100.000 euro, in quanto il ‘gadjet’ verrebbe venduto a un minimo di 100 euro per 1000pz.

    • Ciao Lorenzo, effettivamente dovresti verificare queste informazioni consultando un buon commercialista. La cifra obiettivo è molto alta e supera di gran lunga il limite annuale imposto per la vendita senza Partita IVA. Anche se la merce viene venduta solo in quell’occasione, c’è l’intenzionalità di venderla e un’organizzazione dietro le spalle per cui credo proprio che non si possa fare.

      Rimango a disposizione.

      A presto! 😉

      • emanuele

        Ciao..ho bisogno di un info:una persona che dichiara di essere disoccupata,e poi invece ha una pagina internet dove vende abbigliamento x donna,scarpe,accessori e vende al dettaglio e all ingrosso,e ha piu di una pagina,cioe’ facebook,twitter e instagram…puo farlo?puo essere possibile farlo srnza P.I.???grazie in anticipo…

        • Ciao Emanuele, tutto è possibile ma ogni individuo deve essere consapevole e responsabile delle proprie azioni. Io non sono nessuno per dire che non si può fare, la legge prevede di regolarizzare la posizione IVA quando si svolge un’attività di tipo professionale continuativa ed organizzata pertanto trai pure le conclusioni.

          A presto,

          Giulio

  30. Luca

    Articolo molto interessante ma io vorrei iniziare vendendo telefonicamente con un numero a valore aggiunto. Praticamente il cliente paga la consulenza mentre parla con me. Possibile che le società che gestiscono questo servizio richiedano obbligo di p.iva? E se poi non va bene? Vorrei evitare di aprire p.iva a scatola chiusa. Grazie

  31. Daniele

    Buongiorno,
    Sto leggendo molte cose contrastanti e sono un po’ confuso…
    Io vorrei costituire un ASD di un gioco degli anni 70 (calcio da tavolo) dove poter insegnare, fare corsi, creare un ritrovo ecc… Ma se io fornisco anche il materiale ai soci tesserate attraverso delle vendite, posso farlo senza partita iva? Il tutto è materiale usato o recuperato da prodotti danneggiati o trovati su internet, quindi non nuovo.
    Molte situazioni dicono una cosa, altre no. Difatti io volevo creare una sorta di esposizione di prodotti nella sala ove farò questa associazione, dove gli iscritti possono anche ammirare i pezzi “antichi” ritrovati; e potrebbero anche acquistarlo se “manca” dalla propria collezione, ma non voglio mettermi a aprire partita iva in quanto non sopravviverò nemmeno due mesi poi perché è materiale di pochi euro
    Grazie in anticipo

    • Salve Daniele, quello di cui parli sembra una sorta di esposizione per collezionisti dove è possibile scambiare e/o acquistare pezzi mancanti. L’ASD è istituita per legge senza scopro di lucro. Se la vendita è occasionale non sarà necessaria l’apertura di una partita IVA, però ti consiglio vivamente di consultare un buon commercialista della tua zona.

      A presto,

      Giulio

  32. Fabio

    Salve, complimenti per l’articolo.
    Vorrei farti una domanda…ho 27 anni e e tra le tante passioni mi piace disegnare. Mi ha sempre attirato l’idea di poter indossare una maglia con dei disegni che faccio: quindi sto iniziando a vendere magliette offline, ad amici e parenti, come si fa solitamente quando si è agli inizi. Questi soldi che incasso dovrò dichiararli? Stiamo parlando di cifre minime, meno di 100€.
    L’idea (prima di leggere il tuo illuminante articolo) era quella di continuare l’attività su facebook e su teespring: teespring è una piattaforma americana che si occupa della distribuzione e della stampa. Trattengono una quota e il resto va al creatore della t-shirt. Tuttavia a quanto pare non rilasciano fatture, e la situazione mi pare un po’ problematica specialmente ai fini IVA. A questo punto, tralasciando teespring, volendo continuare l’attività, io potrei aprire una pag su Facebook in cui potrei puntare sul fatto che occupandomi di disegni e illustrazioni etc, mi occupo anche di disegnare t-shirt in maniera saltuaria. Non regolare dunque, come si dice nel tuo articolo. Potrebbe essere un modo per evitare di aprire la PI? Per dire…potrei vendere le magliette solo d’estate. Non ho un sito internet e non ho allegato un conto dove ricevere denaro, quindi dovrò dichiarare i proventi nella dichiarazione dei redditi giusti? Che ne pensi?
    Grazie 🙂

    • Ciao Fabio, ho letto adesso il tuo commento. Diciamo che in qualche modo scorrendo i commenti puoi trovare una risposta al tuo quesito, o quantomeno puoi chiarirti alcuni dubbi. Se la tua è un’attività del tutto occasionale, non c’è motivo di aprire partita IVA, però ti consiglio di attenerti alle normative vigenti in fatto di lavoro occasionale.

      A presto,

      Giulio

  33. Andrea

    Salve, complimenti per l’articolo. Ho avuto l’idea di vendere la mia esperienza e piccoli componenti software che ho creato in tanti anni di lavoro come programmatore. Vorrei aprire un piccolo e-commerce/blog dove mettere a disposizione questo tramite download, ma senza impegno e sarebbe uno strumento che cammina da solo e senza dipendenti. Come devo comportarmi in questo caso?

    • Ciao Andrea, dovresti cominciare ad aprire il blog parlando del tuo software. Potresti concedere il download in cambio di una donazione libera. Se vuoi approfondire ti consiglio di leggere tutti gli altri commenti e di consultare un buon commercialista della tua zona.

      A presto 😉

  34. Francesco

    Ciao GidiGi e complimenti sia per l’ottimo articolo che per le risposte esaustive che dai.
    Vorrei chiederti gentilmente un parere sulla mia situazione. In pratica, qualche anno fa ho creato per un amico un file Excel per la gestione del magazzino. Successivamente, ho deciso di fare un sito e pubblicarlo su internet utilizzando un servizio hosting gratuito. Da quando l’ho messo in vendita online, ho ricevuto alcuni ordini ed annulamente mi tengo mooooooolto al di sotto delle fatidiche 5000€.
    Al momento, sono disoccupato e non ho p.iva. Di conseguenza non posso emettere fattura.
    Secondo te, in caso qualche cliente vorrebbe una ricevuta, sarebbe più corretto che gli faccia una ricevuta per acquisto da privato indicando ad esempio:

    Il sottoscritto………..residente in via……..cap…..città…..provincia……c.fiscale………
    in qualità di privato, dichiaro di vendere alla ditta……….indirizzo……….c.f………….p.iva…………
    n.1 file excel per la gestione del magazzino
    ricevendo il pagamento di €….
    città…….data……firma…….

    oppure, sarebbe meglio rilasciare una ricevuta come prestazione occasionale con ritenuta di acconto?
    In entrambi i casi, le ricevute andrebbero anche numerate?
    E se il pagamento avvenisse tramite paypal, la ricevuta emessa dallo stesso potrebbe essere valida?

    Ti ringrazio anticipatamente ed auguro una buona giornata

    • Ciao Francesco, sarebbe più corretto aprire partita IVA ed emettere fattura. La modalità dipende dal tipo di lavoro che svolgi, se rientri nel settore dell’occasionalità allora puoi procedere rilasciando una ricevuta per prestazione occasionale. Se non rientri nell’occasionalità anche se non superi i 5000€ devi aprire la partita IVA, ma ti consiglio di consultare un buon commercialista della tua zona per avere informazioni più dettagliate.
      Paypal semplifica i pagamenti ma non gli adempimenti fiscali.

  35. Maria

    Salve, nel caso in cui professionista come medico, dietista, infermiere, volesse sponsorizzare su groupon la propria attività non ancora avviata, vendendo pacchetti per consulenze, e’ obbiligato alla partita iva?

  36. Nicola

    Salve! …mi sono imbattuto in questa discussione, ho letto tutte le domande e risposte e tuttavia mi rimane un dubbio. Io sono un dipendente e per hobby faccio dei quadri a mosaico e dipingo. Vorrei vendere qualche quadro almeno per pagarmi le spese e anche perché uno sennò non sa neppure più dove metterli. Fermo restando il limite max dei 5.000,00 annui ed il fatto di dichiarare i proventi nel 730 non ho ancora ben capito però fin dove le vendite possono considerarsi occasionali. Mi spiego meglio: se per ipotesi faccio una mostra senza mettere prezzi e uno o più visitatori mi chiedono una o più opere la vendita mi pare occasionale e questo a parer mio indipendentemente dal numero di opere che vendo in tale occasione. Se però decido di provare a vendere le mie opere su piattaforme come ebay o su Etsy magari mettendoci il prezzo lo posso fare? …. non è detto che io riesca a vendere al primo colpo un quadro per cui potrebbe facilmente verificarsi che io debba mettere più volte la stessa inserzione prima di vendere un opera. Inoltre pur ipotizzando la vendita di pochi pezzi ogni anno, ad esempio 3-4, si avrebbe comunque una certa ripetitività. Spero di essere riuscito a spiegarmi. Saluti e complimenti per il sito.

    • Ciao Nicola, grazie mille per i complimenti!

      Se deicidi di vendere le tue opere su piattaforme come ebay o etsy dovresti ipoteticamente aprire una Partita IVA visto che gli oggetti non sarebbero esposti per poco tempo come succede durante una mostra ma per lunghi periodi alla stregua di chi ha intrapreso una attività professionalmente organizzata alla vendita.
      Però siccome trattasi di un’opera creata da te della quale vuoi liberarti per diversi motivi allora l’oggetto potrebbe benissimo essere considerato come usato, per cui in tal caso vieni identificato come qualsiasi altro utente che vuole liberarsi del proprio usato, anche se questo capita più volte durante l’anno. Quindi considera bene la tipologia di vendita e adotta tutti gli accorgimenti necessari affinché la tua possa essere considerata solo un’attività di tipo occasionale.

  37. Irene Goggi

    Buongiorno, ho letto tutti i commenti e le relative risposte ma non ho ancora un dubbio su come mi devo comportare. Per hobby creo oggetti decorati e di cucito creativo e sono appassionata di fotografia. Volevo creare una pagina facebook per mostrare e condividere queste passioni…ovviamente per gli oggetti decorati e creati se capitasse una richiesta di acquisto li venderei. In questo caso secondo quanto letto non servirebbe la partita iva invece il mio commercialista mi ha sconsigliato di creare la pagina. Lei cosa ne pensa?

    • Ciao Irene, ti consiglio innanzitutto di dare lettura alla risposta che ho dato a Nicola. Aprire una pagina facebook per far vedere al mondo intero quale è la tua passione non richiede alcunché dal punto di vista fiscale. Se dovesse capitare la vendita, appunto è capitata occasionalmente. Se però sviluppi la tua pagina esclusivamente incentrata alla vendita di ciò che produci ti consiglio di regolarizzare la tua posizione fiscale. Spero di essere stato chiaro. A presto 😉

  38. Antonio

    Salve, anzitutto grazie mille per le nozioni fin qui lette. Il mio problema è il medesimo di altri commenti qui sopra, quindi credo di aver capito come funziona. Voglio aprire un ecommerce per prodotti tipici locali,quindi è prevista l’apertura della P.IVA, a meno che uno non voglia rischiare inizialmente senza, ma, appunto è un rischio.
    Ma il problema della P.IVA è raggirabile andando invece a creare una SRLS, che realizzerei con la mia compagna?! Ho letto su internet che ha meno sgravi fiscali, ma ci vuole un capitale minimo di partenza (che in una SRLS va da 1euro a 10,000 euro) e il potere decisionale è da suddividere coi soci (ma l’unica altra socia dovrebbe essere la mia compagna…che quindi,essendo donna, avrà il pieno controllo decisionale :P). Chiaramente è una domanda da rivolgere al commercialista, ma sai se è una pratica utilizzata?
    Grazie anticipatamente per la risposta

    • Salve Antonio, come hai detto tu non aprire la partita IVA è un rischio ma tantissimi lo corrono ogni giorno per provare, poi si rendono conto che la cosa non va magari perché non hanno le competenze necessarie e quindi chiudono tutto. In questi casi è meglio fare una prova prima di aprire una posizione fiscale.
      Nel tuo caso le cose sono un po’ diverse. Dovresti aprire, a mio avviso, una ditta individuale nel regime dei minimi con gestione separata intestata alla tua compagna. Se apri una società ci sono tanti sgravi ma dovrai comunque pagare i contributi per ogni socio quindi non so fino a che punto convenga. Considera un chiacchierata con un buon commercialista della tua zona e facci sapere che ti dice. 😉

  39. Mirko

    Salve
    Da poco ho aperto un sito web dove mi occupo di musica per feste o matrimoni.. in pratica mi propongo come dj per queste cose. Fino ad ora i guadagni sono decenti puo capitare di fare 4 feste in un mese oppure nessuna dipende.. volevo sapere come posso regolarizzarmi? Devo per forza aprire partita iva calcolando che ad oggi non arrivo assolutamente nei 5000 euro annui? Grazie e complimenti per le risposte.

    • Ciao Mirko, la tua è un’arte pertanto è contemplata come attività occasionale se non soddisfa i requisiti sopra descritti. Dovresti rilasciare però una ricevuta per prestazione occasionale svolta e mettere da parte.

  40. angelo

    Questo credo interessi a molti:
    vendere i propri brani musicali su piattaforme online come Jamendo, Bandcamp, Soundcloud se si resta sotto i 5000 euro è occasionale o abituale ?

    grazie

    • Ciao Angelo, puoi leggere gli altri commenti per trarre le tue conclusioni. Considera pure che occorre sempre usare il buon senso, sicuramente non ti verrà a cercare nessuno se hai venduto 10/15 pezzi nell’arco di un anno solare. 😉

  41. michele

    Potreste spiegare una volta per tutte se si può vendere la propria musica online su piattaforme third-party (ITunes, Bandcamp, Jamendo, Soundcloud,..) senza aprire partita iva ?
    Credo che interessi a molti quindi se potete rispondete grazie .

  42. Maria Monica

    Salve e grazie per le preziose informazioni e gli utili consigli.
    Anche a me piacerebbe aprire un negozio online di lana e tessuti vari.
    Vorrei chiedere se, una volta aperto il negozio in internet, fosse possibile anche vendere al di fuori di esso. Potrei vendere , cioè, alla mia vicina di casa o il cliente deve per forza acquistare necessariamente nel sito? Premetto che io possiedo un locale da adibire a negozio, ma le spese sono talmente tante che diventerebbe troppo rischioso. pensavo quindi di provare ad avviarlo online prima anche per tastare il terreno e muovermi di conseguenza. Cosa mi consiglia? Grazie mille
    Monica

  43. stella

    SE ACQUISTASSI ALL’ESTERO 2000 CAPPELLINI PAGANDO REGOLARMENTE DAZI ED IVA PER LO SDOGANAMENTO POTREI VENDERLI SU FACEBOOK SENZA PARTITA IVA? EMETTENDO SOLO RICEVUTA FISCALE? IL GUADAGNO NON SUPERERREBBE I 5000EU. GRAZIE

    • Ciao Stella, ti consiglio di rileggere tutti i commenti. Purtroppo la tua intenzione è quella di acquistare per rivendere per cui occorre aprire una posizione IVA e regolarizzarsi. I 5000€ sono un limite per chi svolge un lavoro occasionale, la tua è già considerata attività d’impresa.

  44. Ida

    Sono una pensionata e faccio per mio divertimento delle collane e degli orecchini in pietre dure. Assolutamente non tratto materiali preziosi. Recentemente una mia amica mi ha aiutata a fare un piccolo catalogo dei miei monili, il valore complessivo dei vari oggetti ammonta al massimo a 2000 € , ovviamente se li vendessi tutti, ma dubito. Pensavamo di spedire il catalogo alle amiche e di farlo girare tra gli amici degli amici. Ovviamente questa storia finirebbe qui, al massimo, se ho fortuna potrei tentare un altro catalogo per novembre dell’anno prossimo. Potrei farlo senza avere partita iva oppure no?
    Grazie infinite per la tua gentile risposta.
    Ida

    • Ciao Ida, il tuo caso rientra nella categoria degli artigiani. Fintantoché è un giro tra qualche amica sicuramente rientra nella occasionalità. Ma se dovessi ingranare e fare numeri è consigliato aprire una partita IVA per regolarizzarsi.

  45. Giuseppe

    Ciao, complimenti per l’articolo !!!
    Desidererei porre una domanda :
    si possono acquistare prodotti dolciari confezionati, liquori, sciroppi, ecc. ( tutto confezionato e non sfuso ) per degustazione personale ed il resto rivenderlo saltuariamente effettuando un ricarico ?
    Esempio : acquisto un offerta cartone con 10 confezioni di stick di caramelle a euro 10 € ne mangio 2 stick e rivendo gli 8 stick rimasti sempre a 10 euro .
    Ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti Giuseppe

    • Salve Giuseppe, la tua domanda ha già una risposta tra le righe. Se effettui delle vendite occasionalmente allora non hai motivo di aprire una partita IVA, se invece acquisti degli oggetti con lo scopo di rivenderli, anche se trattasi di occasione vi è l’intenzionalità pertanto occorre regolarizzarsi. Spero abbia capito il messaggio.

      A presto 😉

  46. Valentina

    Buongiorno, sono un libero professionista, quindi dotata di partita iva, inerente ovviamente lo svolgimento di una specifica attività. Le chiedo, se volessi integrare la mia attività, vendendo online dei prodotti fatti da me (ipotizzando l’obbligo di avere, per poterlo fare, una p.iva) come dovrei muovermi? Posso aggiungere la tipologia di lavoro alla mia partita iva attuale? Grazie

    • Ciao Valentina, se volessi svolgere un nuovo tipo di attività utilizzando la tua attuale partita IVA è sufficiente aggiungere un codice ATECO inerente la tua nuova attività. Ti consiglio di consultare un buon commercialista nella tua zona per individuare il codice ATECO corretto per la tua nuova attività.

      A presto 😉

  47. fabrizio

    salve, sono un dipendente pubblico, nel mio magazzino ho un più di centinaio di casse usate una volta da mio padre per raccogliere la frutta in campagna, e adesso vorrei liberarmene perchè non so cosa farmene e venderle ad valore di circa 1000 euro. Se volessi vendere queste casse su siti internet (es. subito, e kijiji) in un unico lotto di vendita o più probabilmente in varie vendite a privati cioè 10 – 20 cassette alla volta fino ad esaurimento delle cassette in un tempo supponiamo di 6 mesi o 1 anno, viene considerata vendita occasionale o abituale/organizzata? Grazie

    • Ciao Fabrizio, si tratta di usato. Per cui valgono le stesse regole di quando vendi il tuo smartphone usato, un quadro che hai appeso al muro di casa o la stanza da letto che vuoi cambiare con una nuova. 😉

  48. Alessandro

    Salve, vorrei vendere del software online da me prodotto (al momento sono due), al prezzo di 10-15 euro l’uno. Ciò può essere ritenuto un lavoro occasionale, evitando così l’apertura della partita IVA, contributi INPS, etc dato che non penso supererò i 5000 euro annui?
    Grazie mille e complimenti per le informazioni presenti nel sito.

  49. antonio

    Realizzo schede elettroniche,posso venderle su un sito sempre creato da mè senza parita iva?Ovviamente rimandendo nei 5.000 Il sito va comunicato al comunune come soggetto con codice fiscale oppure no?Grazie anticipatamente

  50. Simona

    buona sera, sono un architetto, quindi titolare di partita iva, mi piace disegnare e dipingere per hobby. Ho pensato di provare a ricavare qualcosa dalle mie opere tramite siti quali Redbubble, Zazzle e simili. In questo caso come mi dovrei comportare con la dichiarazione dei redditi? Dovrei dichiarare l'eventuale importo guadagnato (sempre se riesco a vendere qualcosa!?!) alla voce 'altri redditi'?

  51. Dario

    Salve,

    grazie per il post esaustivo. Pongo il mio caso, nella speranza possiate rispondermi. Assieme a un amico abbiamo prodotto un gioco e adesso stiamo mettendo su un sito nel quale vorremmo inserire uno shop online per venderne le copie (che nella fattispecie sono dei volumi cartacei, in pratica dei libri, trattandosi di un gioco di ruolo “da tavolo”).
    Gli utili sono ampiamente al di sotto dei 5’000€ e la vendita on line potrebbe arrivare forse a 5 copie il mese.
    Per nessuno dei due si tratta dell’attività lavorativa principale
    Che cosa ci consigliate di fare? Attivare comunque lo shop on-line, senza aprire partita IVA? Perchè doverlo fare rappresenterebbe in realtà uno scoglio che ci spingerebbe a lasciare il sito senza e-shop.
    Grazie mille, Dario.

    • Salve Dario, ho già risposto a qualcuno circa il limite dei cosiddetti 5000€. Ti chiedo di leggere gli altri commenti così da risolvere tutti i tuoi dubbi.

      In ogni caso l’apertura della Partita IVA è consigliata più che mai adesso per via della possibilità di accedere al regime forfettario: pagare quindi proporzionalmente a ciò che si fattura.

      A presto,

      Giulio

  52. Simone

    Salve, articolo molto interessante sulla partita iva, e mi ha chiarito se aprila o no, ho visto tutti i commenti e nulla non ho trovato quello che le sto per chiedere, io sviluppo applicazioni per le aziende e poi gliele rivendo intorno ai 2000 euro ad app.( premetto che ancora non ne ho vendute perché aspetto appunto delle informazioni su questo settore) vorrei capire che genere di commercio sto facendo, che tassazione mi viene applicata, se devo rilasciare fattura ogni app venduta è avrei in mente di fare anche un contratto annuale con le aziende tipo di 500 euro ogni anno per i costi di gestione. Non ho trovato nulla sul web niente di niente spero che mi puoi essere si aiuto. Grazie in anticipo

    • Giulio Damiano Gentile

      Ciao Simone, ti ringrazio per l’interessamento. Trovo le tue domande interessanti. Però dovresti rivolgere le tue domande ad un buon commercialista della tua zona. A presto 😉

  53. Andrea

    Ciao, ti faccio i complimenti per l’ottimo sito (pieno di cose interessanti) ma soprattutto per le risposte che dai, non tutti sono disponibili a dare risposte così efficienti.
    Vengo alla mia domanda, che si differenzia dalle altre, quasi tutte incentrate se devono aprire o no la P.IVA.
    So già che dovrei aprirla per essere in regola.
    Il mio caso: compro (ed a volte, anzi spesso, me le regalano) attrezzature ed oggetti elettronici vari (spesso non funzionanti, obsoleti ecc) da privati cittadini, che non possono emettere fattura.
    Li riparo, li assemblo, li trasformo, e li rivendo. Ma a volte capita che li rivendo così come sono. Il mio è un hobby che però ho visto che mi porta parecchio GUADAGNO, perchè comprare un pezzo a 50€ e rivenderlo come se fosse nuovo di zecca a 100€ con piccole riparazioni, per me è una gran soddisfazione.

    La mia domanda: se faccio sta benedetta P.IVA come dimostro le ENTRATE? Io avrei solo fatture di vendita in quanto compro da privati!
    Non avrei entrate ma solo uscite: se compro a 50 e vendo a 100 dovrei pagare le tasse sulla differenza. Non avendo fattura di entrata, pago le tasse su 100? A questo punto però non ne vale la pena!!
    Altro dubbio: venisse un controllo, non potrebbero dirmi che li ho rubati? Come faccio a dimostrare il contrario?

    Mi piacerebbe continuare a fare questo tipo di attività, vorrei anche regolarizzarmi a scapito di guadagni meno onerosi, ma non vorrei neanche che costasse più la salsa del pesce

    Saluti
    Andrea

    • Giulio Damiano Gentile

      Ciao Andrea, grazie mille per i complimenti. Effettivamente le tue domande sono curiose. Occorre innanzitutto un parere esperto di un commercialista. Quello che stai per leggere potrebbe non essere corretto, ma voglio comunque ragionare sul discorso e offrirti una risposta.

      Partiamo dai doni ricevuti, in tal caso trattasi di merce usata ricevuta in dono che diventa di tua proprietà. Se la rivendi così come si trova, potrebbe essere configurata come vendita dell’usato, pertanto dovrebbe essere esente da imposizioni fiscali. Sempreché la vendita avvenga una tantum o comunque occasionalmente.

      Per quanto riguarda l’oggetto dell’attività, sicuramente si tratta di rivendita dell’usato ed è assimilabile alle attività dei mercatini dell’usato, degli sgombero cantine, del rigattiere, etc.

      A questo punto dovresti ricercare maggiori informazioni sul regime fiscale del margine e sull’articolo 36 del DL 41/95.

      Vado con ordine per dare una risposta alle tue domande:

      1) Se apri la partita IVA, potrai usufruire di un regime fiscale speciale. Puoi tranquillamente dimostrare entrate e uscite.
      2) Le tasse da pagare sono presunte nel regime fiscale del margine, vedi DL 41/95.
      3) Se venisse un controllo, dovranno dimostrare loro che gli oggetti sono stati rubati. In ogni caso fossi in te mi annoterei tutti gli oggetti ricevuti in dono o acquistati, con data di riferimento, etc.

      In ogni caso, io ti consiglio di continuare a lavorare occasionalmente fintantoché la tua non diventa un’attività abituale.

      Spero di esserti stato di aiuto. 😉

  54. SMC

    Salve, abbiamo appena costituito un’associazione culturale che si occupa di attività inerenti alle discipline outdoor (trekking, arrampicata, mountanbiking, ecc)…abbiamo intenzione di creare un modesto e-commerce per vendere il merchandising dell’Ass. al fine di finanziare le attività istituzionali contemplate nello Statuto, abbiamo registrato l’Associazione all’Agenzia delle Entrate richiedendo anche un Codice Fiscale/Partita Iva. Ci chiedevamo se come le Società (Srl, Snc, ecc) abbiamo l’obbligo di visualizzare sulle pagine del sito le note legali quali: numero di P.Iva, informativa sulla privacy, condizioni di vendita..ecc Grazie in anticipo per la disponibilità

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *